Emblema di Valencia

Per ripagare la lealtà e l’aiuto ricevuto da Valencia nella guerra denominata “dei due Pietri”, inizi del XIV, Pietro IV “il Cerimonioso” diede alla città di Valencia il diritto di fregiarsi della corona reale e dei colori dell'impero aragonese.
Emblema di Valencia

Una delle date fondamentali della storia di Valencia, a parte il 138 a.C., è quella che segna la fine del dominio arabo in città a favore dell’impero aragonese. Il 9 ottobre 1238, Re Jaime I della Corona di Aragona entra vincitore a Valencia e possiamo considerare questo evento storico come fondamentale per la futura nascita del Regno di Valencia. Avvenimento che come vedremo influirà nella formazione dell’emblema di Valencia.

Emblema di ValenciaDescrizione dell’attuale stemma di Valencia

Lo stemma della città di Valencia è formato da uno scudo di forma romboidale con quattro barre rosse su sfondo giallo.
Sopra lo scudo osserviamo la corona reale aragonese e su di essa un pipistrello con le ali spiegate.
In entrambi i lati ci sono due lettere maiuscole “L”, anch’esse coronate. Due rami di alloro circondano lo scudo nella parte inferiore.

L’emblema di Valencia nella storia

Scudo di Valencia

Fino al XIV secolo lo scudo della città era totalmente differente da quello appena descritto. Da un sigillo in cera che serviva per chiudere pergamene del 1312 e grazie ad una scultura che troviamo nella porta gotica della Cattedrale di Valencia, si comprende che Valencia era presentata con uno scudo che faceva riferimento alla posizione geografica della città – “Una città cinta da mura su onde”.
Questo stemma fu utilizzato fino al regno di Re Pietro IV d’Aragona, conosciuto come “il Cerimonioso” (1319-1387).

Per ripagare il sostegno del popolo valenciano durante la cosiddetta “Guerra dei Due Pietri”, a metà del XIV secolo, il Re “il Cerimonioso” diede alla città di Valencia il diritto di fregiarsi dei colori e della corona Reale di Aragona. Lo stemma utilizzato da Valencia, dopo questa concessione, fu uno scudo a forma di rombo con quattro “bastoni” rossi su sfondo color oro. Sopra lo scudo, la corona reale d’Aragona.
Nel 1377 il “Consiglio Municipale” del tempo adotta definitivamente e ufficialmente questo emblema per rappresentare la città di Valencia.

Lo stesso Re, Pedro IV, riconobbe anche la fedeltà e lealtà di Valencia nella sopraccitata guerra con l’uso delle due lettere coronate “L”, che simboleggiano le due volte che Valencia è stata fedele nei due duri assedi che la città ha subito nella “Guerra dei Due Pietri”. Le lettere sono coronate come riconoscimento della decisione reale.

Solo dopo la Guerra d’Indipendenza del 1808, Re Ferdinando VII concesse l’uso di due rami di alloro nello scudo di Valencia, simbolizzando la difesa della città difronte all’esercito francese che l’aveva accerchiata.

monumenti di Valencia

Perché il pipistrello nell’emblema di Valencia?

Motivare la presenza del pipistrello nello stemma della città di Valencia ci fa entrare in una disputa tra studiosi di araldica, di coloro che studiano il blasone, gli stemmi.

Dalla teoria meno seguita alla più conosciuta e cara ai valenciani:

  • Alcuni sostengono che il pipistrello fosse in realtà il drago che si può ancora vedere in molte rappresentazioni, sull’elmo di Re Giacomo I “il Conquistatore” e persino sullo stemma della Generalidad Valenciana, il governo della Comunità, e che a causa di un errore visivo, o di corruzione, si sia visto un pipistrello quando in realtà sarebbe stato il drago tipico della Corona d’Aragona. Comunque sia, il pipistrello è entrato a far parte dello stemma di Valencia.

Precisazione storica

Gli arabi, durante il loro dominio a Valencia, allevavano pipistrelli per difendersi da insetti, parassiti e zanzare che provenivano dalle zone paludose circostanti la città. Addirittura i sultani ne possedevano parecchi all’interno del palazzo reale. Da questa circostanza nascono due leggende.

  • Si narra che l’ultimo sultano sognò che il suo regno sarebbe stato legato alla vita del suo pipistrello preferito. Finché il “pipistrello reale” avesse potuto volare libero, il suo regno sarebbe continuato. Durante lo scontro con Giacomo I d’Aragona, nel 1238, si racconta che il “pipistrello reale” fu attratto dalla figura del dragone sullo scudo dell’esercito nemico e così volò verso Re Giacomo I. Quel giorno Valencia cadde e finì il dominio arabo. Il pipistrello divenne uno dei simboli della città.
  • Altra leggenda racconta che un pipistrello che si trovava nelle vicinanze dell’accampamento militare di Re Giacomo I, avvisò con il proprio stridulo e svolazzare di un imminente attacco a sorpresa da parte dell’impero arabo. Avvertimento che permise all’esercito cristiano di difendersi e continuare verso l’entrata in città. In riconoscimento di questo fatto il pipistrello iniziò ad essere considerato un animale totemico della città di Valencia.

La versione leggendaria più apprezzata dai valenciani

Altra versione di quest’ultima leggenda, che abbiamo appena letto, dice che durante l’assedio della città da parte delle truppe di Re Giacomo I, un profeta predisse che finché i pipistrelli avrebbero sorvolato la città, essa non sarebbe caduta nelle mani dei cristiani. Il Re conosceva questa profezia e quando un pipistrello fece il proprio nido sulla sua tenda, mentre erano accampati nella zona periferica “Russafa”, ordinò che l’animale venisse trattato bene, in modo che si sentisse a suo agio. Così facendo, il re creò le condizioni per un buon auspicio.

Una notte, mentre l’esercito cristiano dormiva, le truppe musulmane tentarono un attacco a sorpresa. Ma, il suono di un rullo di tamburi svegliò l’esercito cristiano, che rapidamente si difese e cacciò i rivali.
Dopo la battaglia, Re Giacomo I volle premiare il guardiano che aveva svegliato le sue truppe con il tamburo. Rimase sorpreso quando scoprì che, con le proprie ali, fu il pipistrello a suonare il tamburo.
Come ricompensa, il Re pose il pipistrello sopra il suo elmo e scudo reale, che nel tempo, diventò l’emblema della città di Valencia.

Una curiosa analisi storica

Nell’emblema di Valencia, adottato nel 1377 da parte del “Consiglio Municipale”, come precedentemente detto, non appare la figura del pipistrello, ciò significa che Re Giacomo I non introdusse l’animale nello stemma. I Re successori inserirono nei loro scudi la figura di un drago, che a poco a poco, attraverso varie reinterpretazioni, fu riconvertito in un pipistrello. I primi documenti che confermano l’uso del pipistrello come simbolo della città risalgono al XV secolo d.C., e non fu ufficialmente incorporato nel puntale che decora la bandiera, la Senyera Real, fino al 1503. Ecco che riprende valore la prima teoria che abbiamo esposto in questo articolo.

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