Il Santo Graal – Guida storica e visita al calice custodito a Valencia

Scopri il Santo Graal, non come un mito cinematografico, ma come un'autentica reliquia custodita nella Cattedrale di Valencia. Questo articolo ti fornirà indicazioni per scoprire la storia e alcuni segreti del Santo Calice, un'umile coppa che ha attraversato i secoli per giungere fino a noi, trasformando lo scetticismo in ammirazione e fascino.
Santo Graal - Sacro Calice custodito a Valencia

Quando pensi al Santo Graal, è facile ricordare film e romanzi. Io, però, l’ho imparato a guardare da vicino qui a Valencia: Sono a Valencia da anni ormai, eppure c’è un luogo che continua a esercitare su di me un fascino particolare, quasi magnetico: la Cattedrale.

Entrare nella Cappella del Santo Calice è diventata una piccola abitudine: era un pomeriggio d’estate, e la luce tenue della sala illuminando il Sacro Calice in modo quasi mistico. All’inizio ero scettico, colpa dei Monty Python e di Indiana Jones, nella mia mente, il Santo Graal era un oggetto di fantasia, un MacGuffin narrativo per eccellenza. Poi è arrivata la domanda che non mi ha più lasciato: questo calice, davvero, potrebbe essere quello originale? E se sì, perché?

L’intenzione di questo articolo non è quello di fornirti tutte le informazioni che sono risultate nel corso di studi archeologici, storici, ecc. Bensì fornirti spunti per poter cominciare il tuo volontario approfondimento e aiutarti nella visita della Cappella che si trova all’interno della Cattedrale di Valencia,che custodisce il Santo Graal, il Santo Calice.

Cos’è il Santo Graal (in breve ma bene)

Nelle fonti medievali il Santo Graal nasce come oggetto misterioso e simbolico; tra Chrétien de Troyes e Robert de Boron viene via via identificato con la coppa dell’Ultima Cena legata a Giuseppe d’Arimatea, quindi assorbito nella letteratura arturiana (Perceval/Parsifal). È il punto di partenza per distinguere mito, simbolo e reliquia.

Il Santo Calice di Valencia: com’è fatto e dove si trova

Sacro graal - Santo Calice custodito a Valencia

A Valencia non troverai un oggetto “hollywoodiano”: la parte ritenuta reliquia è una coppa in agata/cornalina (varietà di calcedonia, I sec. a.C.–I sec. d.C.), montata in epoca medievale su piede dorato con perle e gemme con obiettivo la protezione della coppa Sacra. Le dimensioni sono contenute: h 17 cm con il supporto, h 7cm solo la coppa e diametro di quest’ultima pari a 9,5 cm, base ellittica  14,5 × 9,7 cm.

L’interpretazione più citata è lo studio di Antonio Beltrán (1960), archeologo, storico e professore spagnolo: “coppa ‘alessandrina’ di origine orientale (I sec. a.C. – I sec. d.C.), con montatura e gioielli medievali”.  Ricerche recenti hanno proposto letture alternative all’interno della stessa cornice cronologica, come ad esempio, nel 2019, la dottoressa in storia dell’arte Ana Mafé García indicò l’oggetto come un “Kos Kidush”, una coppa di benedizione ebraica. Forza, che ci sono letture interessanti da fare.

Ho scoperto che il Santo Graal di Valencia non è un oggetto appariscente, ma un’umile coppa in agata scura, con un piede dorato e decorato con perle e gemme realizzato secoli dopo. È una differenza enorme rispetto all’immaginario pop. A differenza delle versioni cinematografiche, la sua storia non è fatta di cavalieri e crociate, ma di una tradizione ininterrotta e di un percorso documentato.

La tradizione: Roma → Huesca → San Juan de la Peña → Valencia

La linea tradizionale più citata riassume un percorso incessante: il calice sarebbe stato a Roma; San Lorenzo lo avrebbe fatto arrivare a Huesca per proteggerlo; secoli di custodia a San Juan de la Peña; dal XV secolo la presenza è documentata a Valencia. In Spagna esistono altri candidati (vedi Cáliz de doña Urraca a León), ma quello valenciano ha il vantaggio di una trasmissione continua e di un forte ancoraggio devozionale e documentale.

Il punto di svolta è stato capire che la veridicità del Santo Graal di Valencia si basa su una tradizione ininterrotta… La storia narra che il calice fu portato a Roma da San Pietro e poi, per sfuggire alle persecuzioni, fu nascosto nei Pirenei, a San Juan de la Peña. Da lì, passò di mano in mano, custodito e protetto, fino a giungere a Valencia.

Aggiornamento 2025: un’uscita eccezionale

Il Santo Calice ha realizzato una uscita straordinaria a metà luglio 2025 per essere esposto a San Juan de la Peña e Jaca, in occasione del 75º anniversario della Real Hermandad. Evento raro: di norma il calice resta in Cattedrale a Valencia.

Sacro graal - Santo Calice custodito a Valencia

Il Santo Graal è attualmente esposto nella cappella omonima, che era l’antica Sala Capitolare. La Sala Capitolare fu costruita tra il 1365 e il 1369 e in essa si tenevano le Cortes del Regno (le assemblee legislative del regno) e si impartivano lezioni di teologia, tra gli altri da San Vicente Ferrer (Patrono di Valencia). È molto interessante ascoltare l’audio guida fornita con il biglietto d’ingresso alla visita culturale della cattedrale. Come si vede nella foto sopra, la custodia del Santo Calice si trova all’interno di una pala d’altare in alabastro che era l’antico ingresso del coro che si trovava nella navata principale della cattedrale (XV secolo).

Dubbi, iscrizioni e studi recenti

Sulla montatura si segnala da decenni una iscrizione in arabo cúfico; la lettura tradizionale propone li-l-zāhira (“la splendente / ciò che riluce”), mentre studi di Gabriel Songel hanno suggerito anche un’interpretazione speculare con possibile lettura ebraica; il dibattito resta aperto (epigrafia, datazione, autore, significato).

Ho letto del documentario “Mil leyendas, un grial” che, a differenza delle avventure romanzate, propone una visione più scientifica e storica… e poi il libro “Los reyes del grial”. Il primo è uscito a Valencia nel 2024–2025 con proiezioni locali; il secondo sostiene l’ipotesi alternativa del cáliz di doña Urraca (ipotesi discussa). Sono indizi del mio percorso personale più che “prove” definitive, ma hanno contribuito a farmi riconsiderare l’insieme: quello che ho scoperto ha lentamente, ma inesorabilmente, trasformato il mio scetticismo in una forma di rispetto e ammirazione.

Il Graal oltre la reliquia: simboli e radici celtiche

Il mito del Santo Graal intreccia anche motivi celtici (calderi d’abbondanza, rigenerazione), che si sono sovrapposti alla lettura cristiana medievale e al famoso gioco sangreal/sang real. Più recentemente, uno studio (2024) ha discusso influenze celtiche nel disegno/decorazione del Santo Calice, senza chiudere il tema dell’autenticità.

Come visitarla (esperienza e consigli pratici)

Ogni volta che accompagno amici in Cattedrale, la scena si ripete: “Ma è davvero quello originale?” Io sorrido: “Non lo so. Ma posso raccontarti la sua storia. Posso dirti perché la Chiesa cattolica, e non solo, lo considera tale. Posso passarti materiale da studiare per poi farti la tua opinione. Eheheh”
Per godertela al meglio:

Orari, prezzi e dettagli utili

Nome: Santo Graal – Il Santo Calice

Ubicazione: All’interno della Cattedrale di Valencia – Plaza de l’Almoina, s/n, Ciutat Vella – 46003 Valencia (Comunità Valenciana – Spagna)

Coordinate geografiche: Lat 39.47544 Lon -0.37544

Telefono: +34 963 918 127

Orario di apertura: Da lunedì al sabato dalle 7.30 alle  20.30. La visita culturale invece possiede questi orari, dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 17.30 (orario ultima entrata). La domenica dalle 14.00 alle 17.30. Logicamente, durante alcune giornate dell’anno caratterizzate da grandi eventi liturgici, gli orari di visita possono variare o essere sospesi.

Mezzi trasporto pubblico: Autobus numero 4, 11, 31, 32, 70, C1

Prezzo: Ingresso generale 10 € – ingresso ridotto 6 € (gruppi, studenti, pensionati, ecc) – Ingresso gruppi accompagnati da professore o guida turistica 4€ .
L’entrata è gratuita durante gli orari delle funzioni religiose, anche se in quei momenti non è consentita la visita turistica completa ed è possibile trovare la Cappella del Santo Graal chiusa. Se volete partecipare alla messa del mattino, vi consigliamo di farlo.

Acquisto entrate: Biglietteria fisica interna, tramite Valencia Tourist Card, tramite tessera “Seven Days”

Conclusione, perché il “Santo Graal” continua a parlarci

Il Santo Graal di Valencia è una porta su storia, fede e simboli. Questo è il vero fascino del Santo Graal di Valencia per me… Non è tanto il credere o meno nella sua autenticità, ma il viaggio che ti spinge a fare… Un viaggio che trasforma un oggetto di fantasia in un pezzo di storia, e un’antica leggenda in una parte della nostra visita a Valencia. Nel bilanciamento tra mito e documento, tra cavalleria e archivio, resta uno spazio prezioso: quello in cui ciascuno di noi sceglie come guardare la coppa e percepire ciò che riflette.