Storia della pirotecnica e dei fuochi artificiali

La pirotecnica ha sempre accompagnato l’uomo e la sua storia. Al giorno d’oggi gli attribuiamo un’accezione prevalentemente ludica e civile grazie agli spettacoli pirotecnici dei fuochi artificiali, ma nei secoli passati la pirotecnica era viva all’interno del mondo militare e veniva utilizzata soprattutto per fini bellici.

Pirotecnica - Storia ed Arte

Uno degli elementi che caratterizza la città di Valencia ed è presente in qualsiasi celebrazione, festa o evento valenciano è la pirotecnica. La polvere da sparo ed il fuoco sono parte costituente di questa forma d’arte. Ma cerchiamo di fare qualche passo indietro nel tempo per capire come nasce e come viene utilizzata, scopriamo la storia della pirotecnica e della nascita dei fuochi artificiali.

Storia della pirotecnica

L’etimologia della parola “pirotecnica” è riconducibile ai termini greci “pyros” che significa fuoco e “téchne” che significa tecnica/arte intesa come “saper fare”. Possiamo quindi definire la pirotecnica come insieme di tecniche capaci di gestire, creare e mantenere il fuoco.

Inizialmente, nella storia dell’uomo, la pirotecnica veniva utilizzata nel campo bellico, in un ambito militare, e solo con il passare del tempo si è trasformata in un insieme di tecniche il cui utilizzo ha acquisito un fine ricreativo in un ambiente civile. Spesso si identifica la pirotecnica con “fuochi artificiali”, ma quest’ultimi rappresentano solamente l’accezione ludica della pirotecnica.

Si comincia ad alterare, modificare e gestire il fuoco

Possiamo immaginare che l’uomo, già dalle sue origini, una volta cominciato a dominare il fuoco, in maniera accidentale o, più avanti nel tempo, ricercando sperimentalmente, ha conosciuto gli effetti e le reazioni di diverse sostanze a contatto con il fuoco. Sostanze in grado di alterare e modificare le caratteristiche di quest’ultimo. Ad esempio lo scintillio che produce il nitrato di potassio a contatto con il fuoco, o sostanze come lo zolfo, alcune resine o grasso animale.

Storia della pirotecnica, chi la inventò?

La teoria predominante che si può incontrare in diversi testi sull’argomento, è che la nazione con più probabilità di essere stata la prima ad utilizzare i fuochi artificiali è la Cina, sia per la gran disponibilità naturale di sostanze utili per il fine, sia perché esistono molte testimonianze riguardo il commercio che veniva effettuato con tutto oriente da parte dei cinesi. Anche l’India e l’Egitto sono state realtà molto vicine e attente al mondo dei fuochi. Queste conoscenze, con il passare del tempo, sono state acquisite e perfezionate dai greci e a sua volta dai romani, che le utilizzavano anche per “celebrazioni sportive” e spettacoli. In alcune opere letterarie del tempo si trovano le prime informazioni storiche riguardo l’utilizzo di costruzioni in legno per sparare. Dopo l’Impero Romano sono poche le informazioni che sono arrivate ai giorni nostri riguardo l’utilizzo di fuochi artificiali, dobbiamo aspettare il XII secolo per ritrovarne la presenza.

Iber Ignium ad Comburendos Hostes

Uno dei libri di riferimento per studiare la pirotecnia del tempo è “Iber Ignium ad Comburendos Hostes” scritto da Marcus Graecus, dove vengono descritte ricette relazionate con armi incendiarie, luminarie e fuochi. Per chi fosse interessato ad approfondire, questo è il collegamento alla pagina wikipedia in spagnolo che parla di questo libro ed una traduzione in italiano seguendo questo collegamento.

L’invenzione della polvere da sparo

La polvere da sparo è l’elemento principale che condiziona la storia dei fuochi artificiali. Arrivò in Europa nel XIII secolo e la sua diffusione fu lenta e serviva principalmente a scopo militare. Le armi da sparo e le relative polveri erano fabbricate dai militari dei diversi eserciti, per poi arrivare a produrre anche i fuochi artificiali, soprattutto per le celebrazioni delle vittorie.
In Europa, solo tra il XVII e il XVIII secolo le feste popolari e gli eventi importanti cominciarono ad essere abbelliti dagli spettacoli pirotecnici; si trattava ancora di una diffusione modesta che non comprendeva l’utilizzo dei fuochi colorati. Interessante la storia della “traca valenciana” e della sua evoluzione, consigliamo infatti la lettura dell’articolo “L’origine della Mascletà”.

I colori dei fuochi artificiali

I primi fuochi colorati nascono attorno al 1785 con Claude Louis Berthollet, chimico e scienziato francese, che introdusse nella miscela dei fuochi del clorato di potassio. Ebbe cosi inizio la pirotecnica moderna destinata, con l’utilizzo nelle miscele di polveri di altri metalli, a fornire una molteplicità di effetti luminosi e brillantezza di colori.
La colorazione dei fuochi artificiali è ottenuta aggiungendo alla miscela combustibile un ossidante e un sale che colorano la fiamma del fuoco. Ad esempio il colore rosso è ottenuto grazie allo stronzio, mentre il verde è prodotto dal bario, il viola dalla combinazione dei cloruri di stronzio e di rame, il blu dal cloruro di rame.

Storia della pirotecnica: I giorni nostri

La pirotecnica al giorno d’oggi è molto più presente in spettacoli ludici e civili che hanno il fine di divertire i presenti. Una vera e propria arte nella fabbricazione dei fuochi artificiali e nello studio dei componenti ed elementi chimici che comprende. Si utilizzano centraline elettriche e programmi informatici per creare spettacoli precisi e più sicuri.
I fuochi pirotecnici creano effetti visivi e sonori che in base all’ambiente in cui vengono sparati possono essere amplificati e creare spettacolari situazioni suggestive ed incantevoli. Questi effetti si possono raggruppare in quattro grandi famiglie: luce, rumore, fumo e materiale solido incandescente, come coriandoli, strisce, etc.

Leggi e sicurezza

Il materiale pirotecnico è generalmente classificato come esplosivo e la sua produzione, trasporto, vendita ed uso sono regolati da leggi e soggetto a severe normative di sicurezza.
La pirotecnia moderna e in particolar modo i fuochi artificiali sono diventati un gran mercato nelle diverse società di tutto il mondo. Troviamo spettacoli pirotecnici sempre più complessi grazie all’utilizzo di centraline elettroniche, programmazioni perfette grazie all’informatica, professionisti sempre più preparati e curiosi di trovare nuovi colori, vivi e brillanti grazie all’avanzare delle conoscenze chimiche.

La pirotecnica e la musica

Una delle evoluzioni moderne della pirotecnia è lo sposalizio con la musica. Eventi piro musicali incredibili dove le diverse esplosioni ed effetti sonori e luminosi accompagnano con perfetta sincronia la musica. Lasciamo un video per capire la bellezza di questa tipologia di spettacoli.

 

A Valencia la pirotecnica non è soltanto spettacolo, è un linguaggio festivo, un modo di occupare lo spazio pubblico e una parte importante dell’identità locale. Dalle mascletà delle Fallas ai castelli di fuochi, dalle tracas alle celebrazioni di quartiere, il rapporto tra rumore, luce, fuoco e partecipazione popolare racconta molto del carattere valenciano. Se ti interessano queste particolarità che aiutano a leggere la città oltre i monumenti più conosciuti, puoi continuare il percorso nella sezione Lo sapevate che? Curiosità di Valencia.

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