Che cosa sono le tapas? – Cultura gastronomica spagnola

Le tapas fanno parte della cultura gastronomica spagnola, e possiedono una tradizione centenaria, ma non identificano un alimento in particolare, bensì un "metodo di servizio".
Comer tapas a Valencia

Quando si visita una città spagnola, nel nostro caso Valencia, è impossibile non ascoltare o avere a che fare con il termine “tapas”. Ma che cosa significa, che cosa rappresenta?

Che cosa sono le “tapas”

Tapa ChorizoLe “tapas”, plurale di “tapa”, fanno parte della cultura gastronomica spagnola, e possiedono una tradizione centenaria, ma non identificano un alimento in particolare, bensì un “metodo di servizio”. È un qualsiasi alimento servito in piccole porzioni per accompagnare una bibita, alcolica o analcolica. Molte volte lo si spiega dicendo che è un antipasto, ma non è del tutto corretto perché, al giorno d’oggi, possiamo anche pranzare e cenare con le “tapas”.
Un piattino di formaggio, di affettati, di polipo, di calamari o semplicemente una ciotolina di olive possono essere definiti “tapas”.

Le teorie riguardo l’origine delle “tapas”

Per meglio capire questo concetto raccontiamo quali sono le ipotesi delle origini delle “tapas”, principalmente sono due e sono simili, ma con protagonisti differenti.

  • La prima dice che il Re Alfonso X “Il Saggio” (1221-1284) dispose che nelle locande non si servisse vino se non era accompagnato da qualcosa di commestibile. Questo per evitare che il vino salisse rapidamente alla testa e l’esercito si ubriacasse troppo velocemente. La “tapa” si appoggiava alla bocca del bicchiere servito, per coprire il recipiente. Da questo l’origine della parola. Serviva per accompagnare la bevanda e per evitare che qualche “visitatore volatile” entrasse nel recipiente. A quei tempi la “tapa” consisteva in una fetta di prosciutto, rondelle di salsiccia o un pezzo di formaggio.
  • La seconda narra che il Re Alfonso XIII (1886-1941), mentre realizzava una visita ufficiale nella provincia di Cádiz si fermò in una locanda per riposarsi un po’. Il Re ordinò un bicchiere di vino, in quel momento una corrente d’aria entrò dalla finestra, e affinché il vino non si riempisse di sabbia, proveniente dalla spiaggia, il cameriere ebbe la felice idea di mettere una fettina di prosciutto sopra il bicchiere del Re.
    Il Re domandò il perché di questo gesto e il cameriere scusandosi rispose che collocò la “tapa” per evitare che il vino si rovinasse a causa della sabbia. Al Re piacque l’idea, si mangiò la “tapa”, bevve il vino e ordinò “un altro giro”, con un’altra “tapa” uguale. A vedere questo, tutti i membri della Corte che accompagnava il Re, ordinarono lo stesso.

Il commercio attuale relazionato alle “tapas”

Tapa Patatas bravasIl commercio ha cambiato un po’ la storia delle “tapas”, perché, ad esempio, a Valencia troviamo i classici “bar de tapas”, ma dobbiamo toglierci dalla testa che ci venga offerto qualcosa da mangiare per qualcosa di ordinato da bere. Troviamo un menù delle “tapas” che possiamo ordinare e pagare separatamente dalla bibita. Al contrario, in quasi tutta l’Andalusia, Comunità autonoma che si trova a sud, è facile trovare ancora localini che hanno prezzo unico e non esagerato per la bibita e la “tapa”.

L’Accademia della lingua spagnola, definisce la “tapa” come “qualsiasi porzione di alimento solido capace di accompagnare una bibita”.
Nonostante questo, la “tapa” possiede diversi nomi secondo la regione spagnola in cui ci troviamo, ad esempio in Aragón e Navarra è chiamata “alifara” e nel paese Basco “poteo”.

Tapa tortillaLe “tapas” si sono diversificate nel tempo anche in quanto alla loro consistenza. Anticamente si riducevano a quanto detto sopra, ma ora oltre alle tipiche olive in tutte le sue varietà e ai frutti secchi, alle fettine di salumi e a pezzi di formaggio, appaiono piatti più complessi in piccole porzioni, che alle volte vanno a sostituire il pranzo o la cena. La più classica delle situazioni è quella di sedersi a tavola con amici e ordinare 4/5 tapas diverse da condividere.
Tra le più vendute a Valencia troviamo le “patatas bravas“, “pincho de tortilla“, “pimiento de padrón” e le tipiche “titaina” e “esgarraet

“Vamos a Tapear”

Le esclamazioni come “vamos a tapear” o “ir de tapeo” descrivono una vera e propria cultura e un metodo per relazionarsi con persone e amici. A Valencia, rispetto la maggior parte delle città spagnole, è facile sedersi ad un tavolo per assaggiare e provare “tapas” nei differenti locali, e per questo, tante volte, si finisce per pranzare o cenare a suon di piccole porzioni di cibo. Il vero “tapeo”, però, si fa in piedi, vicino al banco del locale, si ordina la propria bibita e tapa, e una volta terminate tra le chiacchiere con gli amici si cambia ambiente e tapa. Infatti l’usanza vuole che non si consumino tapas in un solo bar, ma ci si sposti di locale in locale, assaggiando vari piatti e bevendo allegramente.

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