Valencia non comincia con la paella, con le Fallas o con la Città delle Arti e delle Scienze.
Valencia comincia molto prima. Comincia sotto i nostri piedi, nel centro storico, tra la Plaza de la Almoina, la Plaza de la Virgen e la zona della Cattedrale. È lì che bisogna cercare la prima Valencia: non in un grande anfiteatro ancora in piedi, non in colonne monumentali visibili da lontano, ma in resti archeologici nascosti sotto la città attuale.
Questa prima Valencia si chiamava Valentia. Fu una città romana, fondata nel 138 a.C., e ancora oggi il suo nome conserva un significato potente: forza, valore, coraggio. Non è difficile capire perché, camminando in questa parte del centro, si abbia la sensazione che Valencia sia nata più volte nello stesso luogo.
Prima romana, poi visigota, poi islamica, poi cristiana. Sempre lì, nello stesso cuore urbano.
In questo articolo scopriamo la Valencia romana in modo semplice, senza trasformarla in una lezione pesante. Vedremo come nasce Valentia, cosa resta oggi della città antica, quali curiosità la rendono speciale e come inserirla in una visita del centro storico. Se vuoi avere una visione completa della città, dalle origini ai giorni nostri, puoi partire anche dalla nostra guida dedicata al passato di Valencia
Se stai organizzando un viaggio a Valencia e vuoi capire se vale la pena visitare l’Almoina o come collegarla a Cattedrale, Plaza de la Virgen e centro storico, puoi scriverci tranquillamente: spesso la parte romana della città è proprio quella che sorprende di più quando viene raccontata nel modo giusto.
Dove nasce la Valencia romana
La Valencia romana nasce in un punto molto preciso della città attuale: l’area intorno alla Plaza de la Almoina e alla Plaza de la Virgen.
Oggi siamo nel pieno centro storico, a pochi passi dalla Cattedrale, dalla Basilica della Virgen de los Desamparados e dal Miguelete. Ma nel II secolo a.C. il paesaggio era molto diverso. Valentia nacque in una piccola isola fluviale del Turia, in una posizione strategica tra il fiume, la pianura fertile e un importante asse di comunicazione romano.
Questa posizione non fu scelta a caso. Il fiume offriva acqua e protezione. La terra circostante permetteva lo sviluppo agricolo. La vicinanza al Mediterraneo favoriva contatti e commerci. La strada romana collegava la città con altri punti importanti della Hispania.
Valencia, già dalle origini, nasce quindi come città di passaggio, di comunicazione e di territorio. Non era ancora la città aperta e mediterranea che conosciamo oggi, ma aveva già dentro di sé alcune caratteristiche che l’avrebbero accompagnata per secoli: il rapporto con l’acqua, con la terra fertile e con le vie del commercio.
La fondazione di Valentia nel 138 a.C.
La data da ricordare è il 138 a.C. In quell’anno il console romano Decimo Giunio Bruto fondò Valentia. I primi abitanti furono soldati congedati, ai quali vennero assegnate terre intorno alla nuova città.
Non dobbiamo immaginare una città enorme. All’inizio Valentia era un insediamento giovane, ordinato secondo la logica urbanistica romana. Le città romane avevano spesso una struttura razionale, con strade principali che si incrociavano, spazi pubblici, edifici amministrativi, luoghi religiosi, terme e zone dedicate alla vita commerciale.
Nel caso di Valentia, molti di questi elementi sono emersi proprio negli scavi dell’Almoina. Qui sono stati trovati resti legati alla prima città: strade, terme, magazzini, spazi pubblici e un’area sacra legata al culto dell’acqua.
È bello pensare che Valencia, città oggi tanto legata all’acqua, ai giardini, al Turia e alla sua huerta, avesse già alle origini un rapporto così importante con pozzi, sorgenti e luoghi rituali.
Una città romana sotto la città attuale
La cosa più affascinante della Valencia romana è che non si mostra subito. A Tarragona, Mérida o Segovia il passato romano appare con monumenti enormi e molto visibili. A Valencia, invece, bisogna scendere sotto la superficie.
Il luogo migliore per farlo è il Centro Archeologico dell’Almoina, uno spazio sotterraneo accanto alla Cattedrale. Non è solo un museo: è quasi una sezione aperta della città.
Entrando, si capisce subito che Valencia non è nata una volta sola. Si è costruita, distrutta, ricostruita e trasformata più volte.
Qui il passato non è raccontato solo dai pannelli. È davanti agli occhi: pietre, strade, basi di colonne, resti di edifici, tracce di terme, spazi pubblici e segni di epoche diverse che si appoggiano una sull’altra.
Per questo, se vuoi capire davvero le origini di Valencia, l’Almoina è il punto da cui partire.
Cardo, decumano e strade romane
Ogni città romana aveva una sua logica. Due assi principali organizzavano lo spazio urbano: il cardo, orientato generalmente da nord a sud, e il decumano, orientato da est a ovest. Da queste strade principali si sviluppavano poi le vie secondarie, formando una trama ordinata.
Anche Valentia seguiva questa impostazione. Nella zona dell’Almoina si può riconoscere il punto in cui gli assi principali della città antica si incrociavano. È un dettaglio che aiuta a guardare il centro storico con occhi diversi.
Oggi questa parte di Valencia sembra fatta di piazze, chiese, vicoli medievali e stradine irregolari. Ma sotto la città attuale esisteva una città romana più geometrica, pensata secondo un ordine preciso.
Naturalmente le epoche successive hanno modificato molto il tracciato antico. Però, quando si cammina tra Almoina, Plaza de la Virgen, Cattedrale e strade vicine, si attraversa ancora il nucleo originario di Valentia.
Le terme: il piacere romano dell’acqua
Tra i resti più interessanti della prima Valentia ci sono le terme. Per i romani, le terme non erano solo un luogo dove lavarsi. Erano spazi sociali, luoghi d’incontro, conversazione, cura del corpo e vita quotidiana. Si andava alle terme per rilassarsi, per parlare, per fare affari, per vedere ed essere visti.
Nell’Almoina sono conservati resti di terme molto antiche, con ambienti legati al percorso termale: zone calde, zone tiepide, spazi di passaggio e strutture di servizio.
Questa è una delle curiosità più belle da raccontare durante la visita. Quando guardiamo quelle pietre, non stiamo osservando solo “resti archeologici”, ma frammenti di vita quotidiana.
Persone che entravano, si spogliavano, parlavano, si immergevano nell’acqua, si facevano massaggiare con oli, si pulivano con lo strigile. La Valencia romana non era fatta solo di soldati, magistrati e mura, ma anche di gesti normali, piccoli rituali e abitudini di tutti i giorni.
Il santuario di Asclepio e il culto dell’acqua
Un altro elemento molto interessante della prima Valentia è il possibile santuario legato ad Asclepio, divinità associata alla medicina e alla guarigione.
Nell’area dell’Almoina è stato individuato uno spazio sacro collegato all’acqua, con un pozzo e una vasca utilizzata probabilmente per abluzioni rituali. Questo dettaglio è affascinante perché ci ricorda che l’acqua, per i romani, non era solo utile. Poteva avere anche un valore sacro, curativo e simbolico.
Valencia ha sempre avuto un rapporto speciale con l’acqua: il Turia, l’huerta, i canali d’irrigazione, l’Albufera, le fontane, i giardini. Sapere che già nella sua fase romana esisteva uno spazio forse legato al culto dell’acqua crea un filo sottile tra la Valentia antica e la Valencia che conosciamo oggi.
È uno di quei dettagli che rendono la storia meno fredda. Non parliamo solo di date, ma di paure, speranze, malattie, guarigioni e riti. Di persone che cercavano protezione e salute in un luogo sacro, esattamente nel cuore della città che oggi attraversiamo quasi senza pensarci.
La distruzione del 75 a.C.: la fine della prima Valentia
La prima Valentia non ebbe una vita tranquilla. Nel 75 a.C., durante le guerre civili romane, la città venne distrutta nel contesto dello scontro tra le truppe di Pompeo e quelle legate a Sertorio. Gli scavi archeologici dell’Almoina hanno confermato la violenza di questo episodio, con ritrovamenti che raccontano una fine improvvisa e drammatica.
È uno dei momenti più intensi della storia antica di Valencia. Per chi visita l’Almoina, questo dettaglio cambia la percezione del luogo. Non si tratta solo di una città romana ordinata, con strade e terme. È anche un luogo segnato da conflitti, distruzioni e ripartenze.
Dopo quella distruzione, Valentia rimase quasi abbandonata per circa mezzo secolo. Solo più tardi, in età augustea, la città venne ricostruita e iniziò una nuova fase della sua storia.
Questa idea della città che cade e poi rinasce tornerà molte volte nella storia valenciana. Valencia è una città abituata a trasformarsi.
La Valentia imperiale: foro, curia e vita pubblica
Con la ricostruzione e la crescita in epoca imperiale, Valentia si dotò di nuovi edifici pubblici.
Il cuore della città era il foro, la grande piazza pubblica romana. Era il centro politico, religioso, amministrativo e giudiziario. Intorno al foro si trovavano edifici come la curia, dove si riuniva il senato locale, la basilica, con funzione giudiziaria e amministrativa, e spazi dedicati al culto.
Il foro romano si trovava nell’area dell’attuale Plaza de la Virgen e della Basilica de los Desamparados. Una parte di questo settore è conservata proprio nel Centro Archeologico dell’Almoina.
Questa è una delle chiavi più importanti per leggere il centro di Valencia.
Oggi la Plaza de la Virgen è uno dei luoghi più fotografati della città, una piazza di incontri, feste, celebrazioni religiose e vita quotidiana. Ma sotto quella piazza c’era già il cuore pubblico della Valentia romana.
Cambiano gli edifici, cambiano le religioni, cambiano le istituzioni. Ma il centro resta centro.
Una curiosità: i “veterani” e gli “antichi”
La Valentia romana aveva una particolarità molto interessante: nelle iscrizioni compaiono due gruppi di cittadini, i Valentini veterani e i Valentini veteres.
Detto in modo semplice, la città conservava memoria di gruppi diversi di abitanti: i coloni legati alla fondazione e altri gruppi arrivati in momenti successivi. Questo ci ricorda che Valentia non era una comunità immobile e uniforme, ma una città in evoluzione, con nuove popolazioni, equilibri interni e identità diverse.
È una curiosità che rende la città romana più umana. Quando pensiamo a Roma, spesso immaginiamo strade, eserciti, templi e leggi. Ma ogni città romana era fatta anche di persone: famiglie, commercianti, veterani, nuovi arrivati, funzionari, artigiani, schiavi, liberti, bambini.
Anche Valentia era così. Una città giovane, viva, attraversata da storie diverse. In fondo, anche questa è una cosa molto valenciana: una città fatta di arrivi, trasformazioni, mescolanze e nuove identità.
Cosa resta oggi della Valencia romana
La Valencia romana non è visibile ovunque, ma i luoghi per riconoscerla esistono. Alcuni sono musei, altri piazze, altri spazi urbani che acquistano valore quando sappiamo cosa c’era sotto.
Centro Archeologico dell’Almoina
È il luogo fondamentale per scoprire la Valencia romana. Qui si vedono resti della città repubblicana, della fase imperiale e delle epoche successive.
Il bello dell’Almoina è che non racconta solo “Roma”. Racconta la stratificazione della città: Valentia romana, città visigota, Balansiya islamica e Valencia cristiana. Per questo è uno dei luoghi più importanti per capire il passato di Valencia.
Plaza de la Almoina
È una piazza piccola e tranquilla, ma importantissima. In questa zona si trovava il cuore della città antica. Prima ancora di entrare nel museo, vale la pena fermarsi qualche minuto e immaginare che proprio qui nacque Valentia.
Plaza de la Virgen
Oggi è uno dei cuori simbolici di Valencia. Qui si celebrano feste, si incontrano turisti e valenciani, si affacciano la Basilica, la Cattedrale e il Palau de la Generalitat.
Ma questa centralità non è casuale: l’area era già fondamentale in epoca romana. La Plaza de la Virgen conserva, in un certo senso, la memoria del foro e della vita pubblica della città antica.
Cattedrale di Valencia
La Cattedrale non è un monumento romano, ma sorge in un’area profondamente stratificata. Questo è uno degli aspetti più affascinanti del centro storico: molti luoghi cristiani medievali occupano spazi che erano già importanti in epoche precedenti.
Visitare la Cattedrale dopo l’Almoina aiuta a capire una cosa: Valencia non cancella completamente il passato, lo trasforma.
Museo di Storia di Valencia
Il Museo di Storia di Valencia non si trova nel centro storico, ma è molto utile per dare ordine alla storia della città. È un buon complemento per chi vuole capire l’evoluzione di Valencia dalle origini romane fino alla città contemporanea.
La prima città cristiana: il passaggio verso un’altra Valencia
La storia romana di Valencia non finisce di colpo. Con il declino dell’Impero Romano d’Occidente, molte città cambiarono profondamente. Anche Valentia si trasformò. Il cristianesimo assunse un ruolo sempre più importante e gli edifici antichi vennero riutilizzati, modificati o smontati per costruire nuovi spazi.
Nell’area dell’Almoina sono visibili anche testimonianze della prima città cristiana e visigota, come resti legati all’area episcopale, al battistero e alla memoria di San Vicente.
Questo passaggio è importante perché ci prepara alla Valencia successiva.
La città romana non sparisce semplicemente. Viene trasformata. Le sue pietre vengono riutilizzate, i suoi spazi reinterpretati, il suo centro occupato da nuove funzioni religiose.
È così che Valencia diventa una città stratificata: ogni epoca costruisce sopra la precedente, ma non la cancella mai del tutto.
Visitare la Valencia romana: itinerario semplice
Per scoprire la Valencia romana senza appesantire la giornata, consiglio un percorso breve nel centro storico.
1. Plaza de la Almoina
Inizia da qui, perché è il punto più vicino alle origini della città. Prima ancora di entrare nel museo, osserva la piazza e pensa che in questa zona nacque Valentia.
2. Centro Archeologico dell’Almoina
È la tappa principale. Dedica tempo alla visita, senza correre. L’ideale è guardare bene le strade antiche, le terme, il santuario, il foro e gli strati successivi.
3. Plaza de la Virgen
Uscendo dall’Almoina, passa verso Plaza de la Virgen. Oggi è una piazza viva e monumentale, ma sotto questa zona si trovava una parte fondamentale della città romana.
4. Cattedrale di Valencia
La Cattedrale aiuta a capire la stratificazione della città: luogo romano, poi spazio islamico, poi grande monumento cristiano.
5. Museo di Storia di Valencia
Se hai più tempo e vuoi una visione completa, aggiungi il Museo di Storia. Non è nel centro, ma è molto utile per ordinare mentalmente tutte le epoche della città.
Questo itinerario è perfetto per chi ama la storia, ma anche per chi vuole semplicemente capire meglio il centro storico. Non serve vedere “tutto”: serve collegare bene pochi luoghi.
Quanto tempo dedicare alla Valencia romana
Per una visita semplice, considera circa un’ora e mezza o due ore tra Plaza de la Almoina, Centro Archeologico dell’Almoina, Plaza de la Virgen e Cattedrale vista dall’esterno.
Se vuoi entrare con calma all’Almoina, leggere i pannelli, osservare i dettagli e poi collegare la visita alla Cattedrale o al Museo di Storia di Valencia, puoi dedicare anche mezza giornata a questo tema.
Il mio consiglio è di non inserire l’Almoina come una tappa “di passaggio” tra due monumenti più famosi. È un luogo che funziona molto meglio quando viene visitato con un minimo di contesto.
Sapere cosa stai guardando cambia completamente l’esperienza.
Perché la Valencia romana è importante
La Valencia romana è importante perché ci ricorda una cosa: Valencia non nasce come città turistica, né come città moderna, né come capitale della paella.
Nasce come insediamento romano in un punto strategico del territorio. Nasce vicino all’acqua, vicino a una grande via di comunicazione, in una pianura fertile e aperta verso il Mediterraneo.
Molti secoli dopo, Valencia cambierà lingua, religione, mura, istituzioni, quartieri e monumenti. Diventerà Balansiya durante il periodo islamico, poi città cristiana con Jaume I, poi grande centro mercantile nel Secolo d’Oro, poi città moderna e contemporanea.
Ma il primo seme è qui. Nella Valentia romana. Per questo vale la pena scendere all’Almoina, osservare con calma quei resti e poi tornare in superficie. Perché quando esci, Plaza de la Virgen, la Cattedrale e il centro storico non sembrano più gli stessi.
Capisci che Valencia non è solo bella da vedere. È bella da leggere.
E se vuoi costruire un itinerario storico che colleghi la Valencia romana con la Valencia araba, medievale e moderna, puoi scriverci senza impegno: ti aiutiamo volentieri a scegliere le tappe giuste in base al tempo che hai e al tipo di viaggio che vuoi vivere.
Continua il viaggio nel passato di Valencia
La Valencia romana è solo il primo capitolo.
Per seguire il racconto completo della città, puoi continuare con la pagina dedicata al passato di Valencia, dove trovi una panoramica dalle origini ai giorni nostri.
Da lì il percorso prosegue verso Balansiya, la Valencia islamica, e poi verso la città cristiana di Jaume I, il Secolo d’Oro valenciano, la Ruta della Seta e la Valencia contemporanea.