Passato di Valencia: storia, monumenti e luoghi che raccontano la città

Valencia è una di quelle città che si capiscono davvero solo camminando.
A prima vista può sembrare luminosa, mediterranea, moderna, fatta di piazze ampie, mercati colorati, giardini, piste ciclabili e architetture futuristiche. Ma appena si entra nel centro storico, la città cambia ritmo. Le strade si fanno più strette, le pietre iniziano a parlare, le piazze si sovrappongono una all’altra come pagine di un libro antico.

Sotto i nostri passi c’è la Valentia romana. Tra i vicoli del Carmen sopravvive il ricordo di Balansiya, la Valencia islamica. La Cattedrale racconta la nascita della città cristiana dopo l’arrivo di Jaume I. La Lonja de la Seda ricorda il momento in cui Valencia fu una delle grandi città mercantili del Mediterraneo. I Giardini del Turia, invece, ci parlano di una ferita più recente: l’alluvione del 1957 e la trasformazione del vecchio letto del fiume in uno dei parchi urbani più amati della Spagna.

Questa pagina nasce per aiutarti a leggere Valencia con occhi diversi. Non come una semplice lista di monumenti da vedere, ma come una città costruita nel tempo, dove ogni epoca ha lasciato una traccia ancora visibile. Vogliamo raccontare una storia che si può osservare nei monumenti, nei quartieri, nei mercati, nei giardini e perfino nel modo in cui la città si è aperta verso il mare e verso l’huerta.

Perché la storia di Valencia non si ferma alle pietre antiche o ai grandi monumenti: continua nei simboli della città, nelle feste, nella musica popolare, nelle istituzioni, nei personaggi che l’hanno raccontata e nel modo in cui i valenciani vivono ancora oggi la propria identità. Per approfondire questo lato più vivo e quotidiano, puoi continuare il percorso nella sezione dedicata alla cultura e tradizioni di Valencia.

Passato di Valencia - Cenni di storia e geografia

Se durante la lettura ti viene voglia di costruire un itinerario storico su misura, puoi scriverci tranquillamente: spesso basta scegliere bene l’ordine delle tappe per trasformare una passeggiata nel centro in un viaggio attraverso duemila anni di storia.

Valencia, una città costruita a strati

Il modo migliore per capire il passato di Valencia è immaginare la città come una sovrapposizione di strati.

Non tutto è visibile al primo sguardo. Alcune tracce sono evidenti, come le Torres de Serranos, la Lonja de la Seda o la Cattedrale di Valencia. Altri sono più nascosti: resti archeologici sotto una piazza, frammenti di muraglia inglobati tra le case, nomi di quartieri che ricordano antichi mestieri, canali d’irrigazione che ancora oggi spiegano il rapporto tra la città e la sua campagna.

Valencia nacque in una posizione strategica, vicino al fiume Turia, in una posizione tra la pianura fertile e il Mediterraneo. Quando i romani la fondarono, la città si trovava su un’isola fluviale del Turia, a circa quattro chilometri dal mare; poco più a sud, l’Albufera e la zona umida (marjal) hanno contribuito per secoli a definire il paesaggio agricolo e naturale del territorio valenciano.

Questa geografia ha condizionato tutta la storia della città: il fiume ha dato acqua, difesa, vie di comunicazione, ma anche pericoli. Il mare ha aperto Valencia al commercio; la campagna ha nutrito la città e ha creato una cultura dell’acqua che ancora oggi si riconosce nel territorio.

Per questo, quando parliamo del passato di Valencia, non parliamo solo di re, conquiste e monumenti. Parliamo anche di un territorio: il Turia, il Mediterraneo, l’Albufera, la pianura fertile, i campi coltivati, i mercati e i quartieri nati attorno al lavoro quotidiano delle persone.

Breve linea del tempo della storia di Valencia

Per orientarsi, possiamo dividere la storia di Valencia in alcune grandi tappe:

138 a.C.

Fondazione romana di Valentia.

75 a.C.

Distruzione della città durante le guerre civili romane.

I secolo d.C.

Ripresa e crescita della città romana.

711

Conquista musulmana e nascita progressiva di Balansiya.

XI secolo

Sviluppo della Valencia islamica e costruzione di una nuova muraglia.

1238

Conquista cristiana da parte di Jaume I.

XIV-XV secolo

Consolidamento della Valencia medievale e grande crescita economica.

XV secolo

Secolo d’Oro valenciano.

1609

Espulsione dei moriscos.

1707

Sconfitta di Almansa e inizio della nuova fase borbonica.

1865

Demolizione delle mura medievali.

1957

Grande alluvione del Turia.

Seconda metà del XX secolo e XXI secolo

Nascita dei Giardini del Turia, sviluppo della città moderna e nuova immagine internazionale di Valencia.

Queste date sono solo punti di riferimento. Quello che interessa davvero a chi visita la città è capire dove si possono ancora vedere queste epoche

Le origini romane: Valentia sotto i nostri piedi

Valencia fu fondata nel 138 a.C. dal console romano Decimo Giunio Bruto, come insediamento destinato a soldati congedati ai quali vennero distribuite terre nei dintorni della nuova città. "Valentia", il nome che venne dato alla città dai romani,  prosperò rapidamente e arrivò presto a coniare moneta propria.

Questa prima Valencia romana non fu però una storia lineare. Nel 75 a.C., durante il conflitto tra Pompeo e Sertorio, la città venne distrutta e rimase quasi abbandonata per diversi decenni. Solo più tardi, in età augustea e poi dal I secolo d.C., Valentia riprese forza, con edifici pubblici, infrastrutture e un impianto urbano più solido.

Oggi questa Valencia romana non si vede subito. Non appare con grandi templi in piedi o anfiteatri monumentali, come è possibile apprazzare a Tarragona o a Merida, ma vive soprattutto sotto il livello attuale della città. Per questo è una parte del passato valenciano che va cercata con attenzione.

Oggi la Valencia romana si intuisce soprattutto nella zona della Plaza de la Almoina, della Plaza de la Virgen e della Cattedrale. È una parte della città che consiglio sempre di guardare con calma, perché qui il passato non è solo “sotto terra”: condiziona ancora la forma delle piazze, l’orientamento delle strade e la sensazione di trovarsi nel cuore più antico di Valencia.

Dove vedere oggi la Valencia romana

Il luogo più importante è il Centro Archeologico dell’Almoina, dove è possibile seguire l’evoluzione della città dalle origini romane fino al periodo visigoto, islamico e medievale. Anche la Plaza de la Almoina conserva un valore speciale: questa zona, insieme all’area dell’attuale Plaza de la Virgen, corrispondeva al foro romano, cioè il centro della vita pubblica, religiosa ed economica della città antica.

Balansiya: la Valencia islamica

Nel 711, con la conquista musulmana della penisola iberica, Valencia entra progressivamente nell’orbita dell’Islam. Le fonti arabe la conoscono come Balansiya. I primi secoli non sono sempre facili da ricostruire, ma sappiamo che questa fase cambiò in profondità la lingua, la religione, le abitudini e il paesaggio urbano della città.

Uno degli aspetti più affascinanti della Valencia islamica è il rapporto con l’acqua e con la campagna. In epoca califfale, Balansiya iniziò a recuperare importanza urbana anche grazie alla costruzione di un primo perimetro di huerta nell’attuale area del Carmen. Dopo la caduta del califfato di Córdoba, intorno al 1010, nacquero vari regni di taifa, tra cui quello di Valencia; la città crebbe e, sotto Abd al-Aziz, venne edificata una nuova muraglia, di cui restano ancora tracce nel centro storico.

Questa Valencia araba è meno evidente della Valencia gotica, ma forse proprio per questo è più intrigante. La si cerca nei frammenti di muraglia, nei nomi dei quartieri, nel disegno dell’huerta, nella memoria della Russafa islamica e in certi angoli del centro dove la città sembra ancora fatta di passaggi, cortili e ombre.

Dove vedere oggi la Valencia islamica

Le tracce più interessanti si trovano nel Barrio del Carmen, dove sono visibili diversi resti della muraglia islamica. Ci sono svariati punti in cui si conservano frammenti del recinto murato, recuperati soprattutto grazie agli scavi archeologici degli ultimi decenni. Ad esempio, in calle Roteros numero 5, se entriamo nel panificio, possiamo notare un gran frammento della muraglia, come dall'esterno in calle Palomino. 

Jaume I e la nascita del Regno di Valencia

Il 1238 è una delle date fondamentali nella storia della città. In quell’anno Jaume I conquistò Valencia, mise fine a cinque secoli di cultura musulmana nella città e aprì una fase completamente nuova: la città islamica lasciò il posto alla Valencia cristiana e nacque il Regno di Valencia.

Dopo la conquista, il re distribuì terre tra coloro che avevano partecipato alla campagna militare, come testimonia il Llibre del Repartiment (i documenti originali si trovano a Barcellona presso l'Archivio della Corona di Aragón, a Valencia possiamo apprezzare qualche riproduzione in facsimile presso il Museo della Città in Plaza del Arzobispo, 3, nel Palazzo del Marchese de Campo), e concesse alla città nuove leggi, gli Els Furs (Fueros de Valencia), che in seguito furono estese al Regno di Valencia (possiamo vedere una riproduzione nel museo che si trova all'interno del Comune di Valencia, che ricordiamo è visitabile dal lunedi al venerdi tutte le mattine).

Questo passaggio non va raccontato solo come una vittoria militare. È un momento di trasformazione urbana, sociale e religiosa. Cambiano i luoghi di culto, cambiano le istituzioni, cambiano i proprietari delle terre, cambia la composizione della popolazione. La città cristiana si costruisce anche sopra la città precedente, riutilizzando spazi, edifici e simboli.

La Cattedrale di Valencia è il monumento più evidente per raccontare questa fase. Sorge in uno degli spazi più importanti della città antica e medievale, in una zona che aveva già avuto una forte funzione religiosa e civile. La costruzione della cattedrale si sviluppò soprattutto tra il XIII e il XIV secolo, con un impianto gotico arricchito poi da interventi successivi.

Ma questa fase non è fatta solo di pietre e chiese. È anche il momento in cui si definisce una nuova identità valenciana, destinata a lasciare tracce profonde nella lingua, nelle istituzioni, nelle feste e nella memoria collettiva.

Dove vedere oggi la Valencia di Jaume I

Per capire questa fase, le tappe più importanti sono:

  • Cattedrale di Valencia
  • Miguelete (Campanile della Cattedrale)
  • Plaza de la Virgen
  • Plaza de la Reina
  • Santa Catalina
  • Torres de Serranos
  • Torres de Quart

È una parte di Valencia che si presta benissimo a essere raccontata passo dopo passo, perché molti dettagli non sono immediati, se stai pensando a una visita guidata, scrivici. Una porta, una cappella, un cambio di stile architettonico o il nome di una strada possono raccontare molto più di quanto sembri.

Il Secolo d’Oro valenciano: quando Valencia guardava il Mediterraneo

Tra la fine del Medioevo e il XV secolo, Valencia vive una delle sue fasi più splendide. È il periodo che spesso viene ricordato come Secolo d’Oro valenciano.

La città cresce dal punto di vista economico, commerciale, artistico e culturale. La seta assume un ruolo importante, arrivano mercanti da molte zone d’Europa, si sviluppano istituzioni finanziarie e commerciali, e Valencia diventa uno dei grandi centri del Mediterraneo occidentale. Nel XV secolo Valencia visse una fase di grande sviluppo economico, culturale e artistico, con la creazione della Taula de Canvis e una forte crescita del commercio, dei tessuti di seta e dell’attività mercantile internazionale.

Una curiosità: la Taula de Canvis

Nel XV secolo, le attività commerciali a Valencia venivano svolte in modo piuttosto autonomo e privato, senza un vero controllo da parte delle istituzioni municipali. Questa situazione provocava diversi problemi: fallimenti dei cambiavalute, irregolarità nel cambio della moneta, ritardi nei pagamenti, difficoltà nella restituzione dei depositi e pratiche di usura. Per cercare di risolvere questi disordini, il 15 ottobre 1407 i magistrati della città decisero di chiedere al re l’autorizzazione a creare un organismo capace di regolare queste attività.

L’obiettivo era dare vita a un’istituzione che potesse svolgere diverse funzioni legate alla vita economica della città: custodire gioielli e beni di valore, gestire il cambio della moneta, ricevere depositi di denaro pubblico e occuparsi anche di questioni di tipo giudiziario legate al commercio e alla finanza.

Il 20 ottobre 1407, il re d’Aragona Martino I, detto l’Umano, concesse il privilegio reale che autorizzava la fondazione della Taula de Canvis e Depòsits de la Ciutat de València. Questa istituzione nacque con lo scopo di favorire il commercio, rendendo più sicure e ordinate le operazioni di cambio e la gestione del denaro.

La Taula de Canvis era amministrata dal Consell de la Ciutat, l’organismo che può essere paragonato all’attuale Comune. Si trattava dell’unica istituzione pubblica autorizzata a svolgere queste funzioni e può essere considerata una sorta di banca pubblica municipale. Anche se l’autorizzazione risale all’ottobre del 1407, la data ufficiale della sua fondazione è il 31 gennaio 1408. Alcune informazioni in più le trovi in Wikipedia.

Il monumento simbolo di questa fase è la Lonja de la Seda.

Costruita tra il 1482 e il 1533, la Lonja era legata al commercio della seta ed è oggi riconosciuta dall’UNESCO come un capolavoro del gotico tardo. La sua Sala de Contratación racconta meglio di qualunque manuale la ricchezza e la potenza di una grande città mercantile mediterranea tra XV e XVI secolo.

Entrare nella Lonja significa capire che Valencia non era una città periferica. Era una città di contratti, scambi, mercanti, ambizioni, viaggi e ricchezze. Le colonne tortili della sala sembrano palme di pietra, ma allo stesso tempo ricordano quanto fosse solida la struttura economica della Valencia del tempo.

Dove vedere oggi il Secolo d’Oro

Le tappe principali sono:

  • Lonja de la Seda, simbolo della potenza mercantile valenciana;
  • Plaza del Mercado, cuore commerciale della città storica;
  • Mercado Central, che racconta la continuità commerciale della zona;
  • Santos Juanes, legata alla vita religiosa e urbana del quartiere del mercato;
  • Torres de Serranos e Torres de Quart, testimonianze della Valencia murata;
  • Palau de la Generalitat, legato al potere istituzionale valenciano;
  • Cattedrale e Miguelete, per leggere il volto religioso e monumentale della città medievale.

Le Torres de Serranos, costruite tra il 1392 e il 1398, erano una delle grandi porte della città medievale e facevano parte del sistema difensivo urbano; oggi sono tra le testimonianze più evidenti della Valencia murata. Leggi l'interessante articolo intitolato "Curiosità e storia della muraglia di Valencia"

La seta: il filo che attraversa la storia di Valencia

La seta merita un discorso a parte, perché non è solo un tema economico. È un filo narrativo perfetto per raccontare Valencia.

La seta ci porta alla Lonja, dove si concludevano affari e contratti. Ci porta nel quartiere di Velluters, legato agli artigiani della seta. Ci porta al Museo della Seta, dove si conserva la memoria del Colegio del Arte Mayor de la Seda. Ci porta anche al Mercado Central, alla Plaza del Mercado e alla Valencia commerciale che per secoli ha vissuto di scambi, merci e lavoro quotidiano.

Nel XVIII secolo la manifattura serica fu uno dei motori della ripresa economica valenciana: dava lavoro direttamente o indirettamente a una parte enorme della popolazione e contribuì a definire la fisionomia del quartiere di Velluters, dei setaioli e tessitori .

Anche durante la visita al Museo della Seta si comprende e si ricorda che il Colegio del Arte Mayor de la Seda (Corporazione dell'Arte Maggiore della Seta), affonda le sue origini nel XV secolo, quando i vellutai adottarono i primi statuti della corporazione nel 1479.

Per questi motivi proponiamo un articolo dedicato alla Ruta della Seta a Valencia. Non come semplice elenco di luoghi, ma come itinerario storico: dalla Lonja al Museo della Seta, passando per Velluters e per la zona del Mercato Centrale.

Dal declino alla città moderna

Dopo lo splendore medievale, Valencia attraversa secoli complessi. Il XVI e il XVII secolo portano tensioni politiche, cambiamenti economici e sociali, epidemie, crisi e trasformazioni. La città non scompare dalla storia, ma perde progressivamente parte del ruolo centrale che aveva avuto nel Mediterraneo medievale. Nel 1609 viene decretata l’espulsione dei moriscos, che colpì in modo importante il territorio valenciano e le rendite di molti nobili legati alla produzione agricola.

Nel Settecento, dopo la Guerra di Successione, la sconfitta degli austracisti ad Almansa nel 1707 segna l’inizio della nuova fase borbonica. Valencia deve adattarsi a un nuovo quadro politico e istituzionale. Allo stesso tempo, nel XVIII secolo la città vive una ripresa economica sostenuta dalla seta, dalla ceramica e da altre attività produttive. Diverse fonti autorevoli ricordano che la seta dava lavoro a più di 25.000 persone e contribuiva a modellare il paesaggio urbano di Velluters e quello agricolo dell’huerta, con gelsi e "alquerías" (casa di campagna) legate alla bachicoltura.

Poi arriva l’Ottocento, secolo di grandi cambiamenti. Valencia entra nella modernità tra conflitti politici, sviluppo urbano, trasformazioni economiche e nuove esigenze di spazio. Nel 1865 comincia la demolizione delle mura medievali, un passaggio decisivo per lo sviluppo urbano moderno. Questo abbattimento diviene il punto di partenza per la crescita delle aree periferiche e per l’apertura delle grandi vie previste dai piani di Ensanche.

È un momento simbolico: Valencia smette di essere una città chiusa dentro un perimetro murato e inizia a immaginarsi più ampia, moderna, borghese, collegata ai nuovi ritmi economici e sociali. Questa trasformazione si legge molto bene nell’architettura tra fine Ottocento e inizio Novecento: mercati, stazioni, edifici modernisti, nuove strade, nuove piazze, nuovi quartieri.

Dove vedere oggi la Valencia moderna

Per scoprire la Valencia moderna e modernista, le tappe più interessanti sono:

  • Plaza del Ayuntamiento
  • Mercado Central
  • Estación del Norte
  • Mercado de Colón
  • Quartiere Eixample 
  • Plaza Redonda
  • Antiche porte medievali sopravvissute, come Serranos e Quart

Il bello di Valencia è che questa città moderna non cancella completamente quella medievale. La affianca. Per questo si può passare dalla Lonja al Mercado Central in pochi passi e vedere, quasi senza accorgersene, il dialogo tra il gotico civile del XV secolo e il modernismo del XX.

Il Mercado Central, iniziato nel 1914 e inaugurato nel 1928, è uno degli edifici più rappresentativi del modernismo valenciano, con ferro, ceramiche, vetrate e una posizione strategica accanto alla Lonja de la Seda e alla chiesa dei Santos Juanes. Anche la Estación del Norte, la stazione dei treni, inaugurata nel 1917, racconta questa Valencia moderna e decorativa, legata al ferro, al treno, alla ceramica e all’immaginario agricolo valenciano.

La riada (alluvione) del 1957 e la Valencia contemporanea

Per capire la Valencia di oggi bisogna parlare del Turia.

Il 14 ottobre 1957 la città venne colpita da una grande alluvione, la Gran Riada, che causò per l'ennesima volta, vittime e danni enormi. Da quella tragedia nacque il progetto di deviare il corso del fiume fuori dal centro urbano, conosciuto come Plan Sur

La trasformazione successiva è una delle storie più belle di Valencia. Il vecchio letto del fiume avrebbe potuto diventare un’autostrada, ma la pressione cittadina contribuì a cambiare il destino di quello spazio. Oggi è il Jardín del Turia, un grande parco lineare che attraversa la città da ovest a est, collegando il Parque de Cabecera e il Bioparc alla Città delle Arti e delle Scienze. Guida Valencia lo descrive come un parco urbano ricavato nel vecchio cauce del fiume, lungo quasi dieci chilometri.

Questa è una delle chiavi per comprendere la Valencia contemporanea: una città che ha trasformato un pericolo in spazio pubblico, una ferita in parco, un vecchio fiume in una delle sue immagini più amate.

Alla fine del percorso, la Città delle Arti e delle Scienze rappresenta la Valencia più futuristica. Ma anche lì, in realtà, il passato non scompare: quel complesso esiste proprio perché il fiume non passa più dove passava prima.

Valencia è stata anche Capitale Verde Europea 2024, riconoscimento ottenuto per i risultati raggiunti in temi come turismo sostenibile, neutralità climatica e transizione verde inclusiva. Questo dato aiuta a leggere la città di oggi non solo come meta turistica, ma come spazio urbano in continua trasformazione.

Itinerario consigliato per scoprire la Valencia storica

Per chi visita Valencia per la prima volta, io costruirei un percorso a piedi così:

  • Plaza de la Almoina
    Per iniziare dalle origini romane.
  • Centro Archeologico dell’Almoina
    Per vedere fisicamente gli strati della città.
  • Plaza de la Virgen
    Per capire il centro civico e religioso.
  • Cattedrale e Miguelete
    Per entrare nella Valencia cristiana medievale.
  • Barrio del Carmen
    Per cercare tracce della muraglia islamica e della città medievale.
  • Torres de Serranos
    Per immaginare l’ingresso monumentale alla città murata.
  • Lonja de la Seda
    Per arrivare al cuore del Secolo d’Oro valenciano.
  • Mercado Central
    Per chiudere con la Valencia commerciale, viva e quotidiana.

Chi ha più tempo può aggiungere il Museo della Seta, il quartiere di Velluters, le Torres de Quart e una passeggiata nei Giardini del Turia.

Questo itinerario può essere adattato facilmente in base al tempo disponibile, agli interessi e al ritmo del viaggio. Chi ama l’archeologia può dedicare più tempo all’Almoina; chi preferisce l’architettura gotica può concentrarsi su Cattedrale, Lonja e torri; chi viaggia con bambini può alternare centro storico e Giardini del Turia. 

Logicamente se esiste la volontà di visitare all'interno i vari spazi le tempistiche di visita cambiano e quanto nominato sopra lo si può dividere in più giorni. A volte il modo migliore per scoprire Valencia non è vedere più cose possibile, ma scegliere quelle giuste e capirle davvero.

Per dubbi su come organizzare le tappe, puoi scriverci: ti aiutiamo volentieri a capire quale percorso ha più senso in base ai giorni che hai a disposizione e al tipo di viaggio che vuoi vivere.

Perché conoscere il passato rende Valencia più bella

Valencia si può visitare anche senza sapere nulla della sua storia. Si può venire per il sole, per la paella, per la Città delle Arti e delle Scienze, per le spiagge o per un weekend leggero.

Ma quando inizi a conoscere il suo passato, la città cambia.

  • La Plaza de la Virgen non è più solo una bella piazza.
  • La Lonja non è più solo un monumento gotico.
  • Il Mercado Central non è più solo un mercato fotogenico.
  • Il Turia non è più solo un parco dove passeggiare.
  • La Cattedrale non è più solo una chiesa piena di stili diversi.

Valencia è romana, islamica, cristiana, mercantile, barocca, modernista, popolare, verde, contemporanea. È una città che ha saputo cambiare molte volte senza perdere del tutto la memoria di ciò che era.

Ed è proprio questo che la rende così interessante: il passato non è chiuso nei musei, ma continua a vivere nelle strade, nei quartieri, nelle feste, nei mercati, nell’acqua dell’huerta e nei giardini nati dove un tempo scorreva il fiume.

Se questo modo di leggere la città ti interessa, puoi fare un passo in più e scoprire anche la cultura e le tradizioni di Valencia: una sezione pensata per collegare la storia ai simboli, alle feste, alla musica tradizionale, alle istituzioni e ai personaggi che hanno dato forma all’identità valenciana.

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