Il “Portal de la Valldigna” possiede gran valore storico e ricorda una delle azioni urbanistiche adottate in passato per creare un passaggio, una comunicazione, tra due diverse zone.
Come abbiamo visto nell’articolo dedicato alle muraglie che la città di Valencia ha avuto durante i secoli, quando Re “Pedro el Ceremonioso”, nel 1356, ordinò la costruzione di una nuova muraglia con diversi accessi alla campagna valenciana attraverso 12 porte, non demolì la cinta muraria che gli arabi avevano precedentemente costruito. Attuando in questo modo la vecchia muraglia divenne, in parte, un secondo anello difensivo per la città. Per facilitare la comunicazione tra le due zone che si erano create, furono aperti degli accessi nel muro arabo e uno di essi divenne noto come “Portal de la Valldigna”.
Un portale che permetteva l’accesso alla “morerìa”
Questo accesso era importante anche perché permetteva l’accesso alla “morerìa”, che fu il quartiere occupato dai musulmani che scelsero di rimanere a Valencia dopo la conquista della città da parte del Re Giacomo I, nel 1238.
Le sue porte furono mantenute fino all’inizio del XV secolo e, una volta rimosse, l’arco diafano rimase un semplice passaggio. I diversi cambiamenti che nel corso dei secoli hanno condizionato l’urbanismo della città, il “portal de la Valldigna” è arrivata fino ai giorni nostri.
Situato nel cuore del quartiere conosciuto come “Carmen”, il “portal de la Valldigna” mantiene la memoria storica della zona che si mescola con la modernità attuale, con la presenza di attività ricreative e ristorative. Il suo nome, quello del Portale, si deve al Monastero Reale di Santa María de la Valldigna che si trovava proprio accanto. Sopra l’arco, un’opera, stile una pala d’altare, dedicata alla Beata Vergine e collocata nel lontano 1589, rappresenta Re Jaime II durante l’atto di fondazione del Monastero della Valldigna, da lui concesso ai monaci. Nella parte superiore notiamo la rappresentazione della Vergine Maria con gli stemmi della città di Valencia e del Monastero della Valldigna. L’opera che vediamo attualmente è una riproduzione creata negl’anni 60 del XX secolo.
“Portal de la Valldigna” testimone della prima stampa spagnola
Vicino al “portal de la Valldigna” possiamo notare anche una targa che ci racconta un altro fatto storico importante, non solo per Valencia, bensì per tutta Spagna. Parliamo dell’introduzione dell’arte della stampa nel 1474, anno in cui venne installata, in uno stabile vicino, una macchina, una “Gutemberg”, e reso possibile la stampa di “Obres o trobes en lahors de la Verge María” di Mosén Fenollar.
Tutto questo grazie ad Alfonso Fernández de Córdoba e Lamberto Palmart, “che hanno introdotto a Valencia l’arte civilizzatrice della stampa”, come si legge sulla targa posta nel 1874, quattrocento anni dopo l’installazione della macchina.
Valencia cominciò a mettere su carta la produzione letteraria degli autori valenciani che furono ispirati nell’età d’oro della lingua valenciana e della città.


