Museo delle Belle Arti

Il museo, conosciuto popolarmente come Museo San Pio V, per l’edificio che lo ospita, è tra i referenti culturali più importanti della Comunità Valenciana in quanto a pittura storica. A parte le esposizioni permanenti troviamo esposizioni temporanee e attività con il fine di avvicinare il visitatore all’arte.
Museo delle Belle Arti di Valencia

Il Museo delle Belle Arti di Valencia, chiamato anche “Museo San Pio V” prendendo il nome dall’antico collegio che lo ospita, si trova in prossimità del vecchio letto del fiume Turia e dei giardini reali, conosciuti anche come “de los Viveros”, è una delle pinacoteche più importanti a livello nazionale.

Si compone essenzialmente di una grande galleria d’arte, espone splendide e preziose collezioni artistiche, disegni e incisioni, oltre che di sculture, pezzi archeologici, frammenti architettonici, fotografie e arti decorative.
Le pitture presenti al museo sono considerate di una grandezza artistica tra le più pregiate in Spagna. Grandi nomi di artisti storici sono motivo di studio universitario e di visite a livello mondiale.

Museo delle Belle Arti di Valencia, le sue origini

L’origine del Museo è legata all’Accademia Reale di Belle Arti di San Carlos, che vide il suo statuto approvato dal re Carlos III nel 1768. All’interno di questa istituzione, una parte delle opere è stata raccolta grazie a donazioni di insegnanti e studenti, il cui insieme diventò il primo importante contributo del futuro museo.

Gli obiettivi dell’Accademia erano l’insegnamento delle Belle Arti e per questo motivo furono create diverse “classi”, diverse “specialità” di scultura, pittura, incisione, disegno di fiori e ornamenti associati all’industria della seta. Praticamente si gettarono le basi per la crescita e formazione dell’attuale Museo delle Belle Arti di Valencia e la Scuola di Belle Arti, dove si sono formati molti artisti valenciani. Il Museo e l’Accademia, attualmente, condividono i locali del Museo di Belle Arti San Pio V, ma dal 1913 sono due enti indipendenti.

Il museo, referenza culturale per la Comunità Valenciana

Tramite la pagina web ufficiale del museo delle Belle Arti di Valencia è possibile rimanere informati riguardo le esposizioni temporali attuali e delle collezioni permanenti esposte oltre che alle attività parallele organizzate dallo stesso museo o dall’associazione culturale “Asociación De Amigos Del Museo”. Un altro sito web interessante è quello dell’Accademia Reale di Belle Arti di San Carlos.

Visitare in gruppo il museo

Le visite guidate in gruppo sono pianificate dal punto di vista della conoscenza e del divertimento. Si tratta di conoscere e godere dell’arte, non di riconoscere e identificare semplicemente le opere d’arte. La visita viene adattata ai diversi livelli, ciò che si richiede è la comunicazione e richiesta di un appuntamento. Stesso discorso per i laboratori a cui possono partecipare i gruppi, quest’ultimi soprattutto consigliati per le scolaresche.
Rimaniamo a disposizione per aiutarvi ad organizzare la vostra permanenza a Valencia e rendere possibile una buona ottimizzazione del tempo a vostra disposizione. Contattateci senza problemi, saremo lieti di aiutarvi.

L’edificio del Museo delle Belle Arti di Valencia

Ad ospitare il museo è l’antico collegio San Pio V che si iniziò a costruire nel 1683 e si terminò nel 1744. Per svariati motivi la costruzione dell’edificio durò parecchio tempo, tra i quali: la morte dell’Arcivescovo di Valencia Juan Tomás de Rocaberti, nel 1699, grazie al quale fu deciso di erigere questo palazzo per destinarlo a residenza per missionari e collegio di giovani sacerdoti; la morte dell’architetto Juan Bautista Pérez Castiel, nel 1707, che era l’incaricato alla realizzazione del progetto.

Il figlio e il nipote dell’architetto, sopra citato, nel 1728 ripresero in mano i lavori dell’edificio e terminarono nel 1744 l’opera cominciata cinquant’anni prima. La costruzione della chiesa fu l’ultima opera del complesso.

La insolita storia dell’edificio per la diversità di usi cui fu destinato

Durante la guerra d’Indipendenza contro i francesi, 1808 – 1812, l’edificio fu preparato come residenza del Re Josè I, fratello di Napoleone Bonaparte, poiché il Palazzo Reale, che esisteva a lato, era stato distrutto per volontà spagnola. Demolizione avvenuta per evitare che il palazzo si convertisse in un luogo strategico per i francesi, si trovava troppo vicino alla città.

Curiosità:

È grazie al vecchio Palazzo Reale che il distretto, che attualmente copre la zona che stiamo considerando, viene chiamato “Pla del Real”. Anche il ponte che si trova nei giardini del Turia si chiama “Puente del Real” perché era l’entrata alla città partendo dal Palazzo Reale e che dire dei giardini del palazzo, appunto chiamati “Jardines del Real”, Giardini Reali.
Nel 1819 l’edificio fu destinato ad accademia militare per cadetti. Più tardi nel 1835 si destinarono i locali a magazzini militari e otto anni dopo, s’installò un ospedale militare fino al finire della guerra civile spagnola.

L’edificio ospita il Museo delle Belle Arti

Dopo la seconda Guerra Mondiale, nell’anno 1946, dopo aver eseguito le riforme architettoniche necessarie, fu traslocato in questo edificio il Museo delle Belle Arti, che dall’anno 1839 si trovava nell’antico edificio che era stato il “Convento del Carmen”, il quale dava il nome al popolare quartiere del centro di Valencia.

Negli ultimi decenni l’edificio che ospita attualmente il museo ha ottenuto svariate riforme e ampliamenti, grazie ad accordi tra lo Stato spagnolo, la Comunità Valenciana ed il Comune di Valencia.

Dal 1986 al 2003 si modernizzarono le installazioni presenti, si ricostruirono l’antica chiesa e la sua cupola, furono realizzate due grandi sale per esposizioni temporali, un’aula magna e magazzini, fu riabilitato un vecchio edificio settecentesco per dedicarlo a zona amministrativa, libreria, negozio e caffetteria ed infine furono costruiti dei padiglioni destinati a custodire le collezioni permanenti.

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Hemisferic – Sala per proiezioni

Elemento architettonico che rappresenta un gigantesco occhio che si ricompone con lo specchiarsi nell’acqua, “l’occhio della scienza”, ha funzione di entrata alla cupola della sala cinematografica che possiede uno schermo concavo di 900 m². Inizio dei lavori nel 1995 e inaugurazione nel 1998.

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