Fideuá – Piatto nato per una dimenticanza dello chef

Piatto tradizionale della costa del Levante che ha come ingrediente principale il "fideo", per capirci, uno spaghetto corto. La possiamo trovare di carne o fatta con verdure, ma la più gradita e la più richiesta è quella con frutti di mare.
Fideuà a Valencia

Uno dei piatti tipici della costa del Levante che è possibile trovare nell’offerta gastronomica di molti ristoranti e che molte volte viene cucinato in strada durante celebrazioni festive o ricorrenze, è la “fideuá”.

Per “fideuá” ” s’intende un piatto tradizionale che ha come ingrediente principale il “fideo”. La possiamo trovare di carne o fatta con verdure, ma la più gradita e la più richiesta è quella con frutti di mare, cucinata con brodo di pesce. Una delle caratteristiche principali di questo piatto è che viene cucinata nella “paella”, intendendo la padella in cui viene preparata, infatti alle volte la si definisce come “paella sin arroz”.

Chi è il protagonista della “fideuá”? Che cos’è il “fideo”?

Per “fideo”, plurale “fideos”, s’intende un tipo di pasta prodotta con farine di grano duro ed acqua, ma lo si può anche trovare elaborato con grano saraceno o fecola, dipendendo dalla zona di produzione. La sua forma è allungata e di sezione tonda, simile alla forma degli spaghetti italiani, ma con una lunghezza che varia tra uno e due centimetri.
Possiamo avere differenti formati, ad esempio “fino”, “gordo” o “con agujero”, intendendo lo spessore della pasta, rispettivamente “fino”, “grosso” o “forato” (simile al bucatino italiano).
Per indicare lo spessore della pasta si utilizza una scala numerica che va dal numero 0, per indicare il più sottile, fino a il numero 4 che è il più grosso e forato.

Fideuá

La curiosa storia di come nasce la “fideuá”

Come ben sappiamo Valencia e zone limitrofe vengono considerate la culla della paella. La forte cultura del riso prevale su quella della pasta, al contrario che in Italia. L’origine di questo piatto, entrato nel tempo all’interno delle prelibatezze culinarie della zona del Levante, è curiosa e allo stesso tempo interessante perché è il risultato dell’astuzia di un cuoco per risolvere un problema in cui si era imbattuto.

Ci troviamo presso il porto di Gandia, una città che si trova a poco più di 60 km da Valencia, nei primi anni del 1900. In una classica giornata in cui era consuetudine uscire in mare per pescare, all’ora di pranzo, il cuoco dell’imbarcazione “Santa Isabel” decise di deliziare i palati dei compagni di pesca con una paella ai frutti di mare. Leggi l’articolo che abbiamo dedicato alla storia della paella.

Cominciò quindi a cucinare. Preparò i gamberi e gli scampi, come il brodo di pesce, iniziò a soffriggere nella paella con dell’olio d’oliva il pomodoro tagliato a piccoli cubetti, l’aglio, la cipolla e un po’ di paprika. Fu in questo momento che si accorse di non avere a bordo il cereale di cui necessitava per completare il piatto, gli mancava il riso. Aveva però nella dispensa degli spaghetti.

Per risolvere questa grande mancanza, il cuoco, una volta versato il brodo di pesce, precedentemente preparato, fece a pezzi gli spaghetti e li aggiunse al recipiente come se fosse riso. Fece asciugare come nella preparazione di una paella e servì ai compagni. Questi ultimi rimasero sorpresi dalla bontà del piatto e dal gran sapore della nuova invenzione. Fu così che nacque la Fideuá!

Il nostro suggerimento è quello di provarla, a Valencia non si mangia solo riso. Secondo il nostro umile parere è preferibile assaggiare una “fideuá” preparata con “fideo fino”, molto più delicata e gustosa. Logicamente, questo suggerimento comporta una vostra domanda a chi vi serve al tavolo: preparate la fideuá con “fideo fino” o “fideo gordo”?

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Nel video il procedimento per preparare una “fideuá” di pesce

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