Perché “Felices Pascuas”

Molte volte in Spagna, durante le feste natalizie, è facile incontrare delle persone che, per educazione personale o per la propria professione, salutano o augurano buone feste con le parole "Felices pascuas". Ma, se è Natale perché utilizzano le parole "Felices pascuas"?
Felices Pascuas

“Felices Pascuas”, un augurio che può far nascere dubbi

Molte volte in Spagna, durante le feste natalizie, è facile incontrare delle persone che, per educazione personale o per la propria professione, salutano o augurano buone feste con le parole “Felices pascuas “.
Ma, se è Natale perché utilizzano le parole “Felices pascuas”?

Diamo un’occhiata al vocabolario spagnolo e troviamo diverse definizioni:

  • f. Fiesta la más solemne de los hebreos, que celebraban a la mitad de la luna de marzo, en memoria de la libertad del cautiverio de Egipto.
    femminile – Festa solenne degli ebrei in memoria della liberazione dalla schiavitù dell’Egitto
  • f. En la Iglesia católica, fiesta solemne de la Resurrección del Señor, que se celebra el domingo siguiente al plenilunio posterior al 20 de marzo. Oscila entre el 22 de marzo y el 25 de abril.
    femminile – Nella Chiesa Cattolica, festa solenne della resurrezione di Cristo, che si celebra la domenica successiva alla luna piena posteriore al 20 marzo
  • f. pl. Tiempo desde la Natividad de Nuestro Señor Jesucristo hasta el día de Reyes inclusive.
    femminile, plurale – Periodo temporale che va dal giorno di Natale al giorno dell’Epifania incluso

Quindi con il vocabolo utilizzato al plurale, cioè “pascuas”, indichiamo ciò che normalmente chiamiamo “periodo natalizio”.

“Felices Pascuas” per dire “Buon periodo natalizio”

Questo perché una volta venivano distinte le differenti giornate che caratterizzano le feste religiose utilizzando la parola “Pasqua”, ad esempio “Pasqua della Resurrezione”, “Pasqua di Pentecoste”, “Pasqua di Natale”, etc. Essendoci differenti feste tra il 25 dicembre e 6 gennaio le abitudini hanno portato all’utilizzo del vocabolo al plurale e all’acquisizione di questa forma linguistica.

Simile, come caso linguistico, è il saluto spagnolo.
Infatti diciamo “Buenos Días”, “Buenas Tardes” e “Buenas Noches” e non, utilizzando il singolare, “Buen Día”, “Buena Tarde” e “Buena Noche”.
Sono diventate nel tempo espressioni idiomatiche stabilite per l’abitudine collettiva del loro utilizzo e incluse nelle norme linguistiche definite dalla RAE “Reale Accademia Spagnola”.
Le forme al singolare vengono utilizzate, ma non per i saluti, bensì per esprimere una qualità del tempo o circostanza, ad esempio: “Parece que hará un buen día” = “Sembra che sarà un buon giorno” oppure “Ayer tuvimos una mala noche” = “Ieri abbiamo trascorso una brutta notte”.

Curiosità

Esempio eclatante è la classica pianta natalizia, la “Stella di Natale” che tutti noi conosciamo. In spagnolo questa pianta è conosciuta come “Flor de Pascua” (provate a ricercare nelle immagini di Google). E prende questo nome dal periodo in cui raggiunge il suo picco di fioritura, cioè durante il periodo definito “pascuas”.

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