Le allegorie del Corpus Christi

Abitudine durante la festa del Corpus Christi è quella di far sfilare nelle processioni personaggi biblici, simboli e oggetti allegorici appartenenti all'Antico Testamento, per far sì che anche questa parte della Bibbia sia famigliare ai più.
Allegorie del Corpus Christi

L’obiettivo di questo articolo è descrivere alcune delle allegorie del Corpus Christi di Valencia, questa gran festa religiosa che richiama migliaia di persone, non solo credenti, anche atei turisti e visitatori. Nell’articolo intitolato “La giornata del Corpus Christi” abbiamo descritto lo svolgimento di questa festività e raccontato brevemente come nasce e perché si celebra. In questo invece, il desiderio è quello di spiegare le diverse allegorie al Vecchio e Nuovo Testamento rappresentate da carri monumentali, un curioso bestiario e una moltitudine di oggetti ed abiti.

Allegorie del Corpus Christi, interessanti, curiose e alle volte divertenti

Ricordiamo che tutto il materiale utilizzato per la celebrazione di questa festa viene custodito presso la “Casa de las Rocas”, diventata “Museo de las Rocas” da quando si è cominciato a spiegare questo gran avvenimento della città di Valencia. Audiovisuali, foto e testi ci permettono di conoscere questa gran tradizione che Valencia ricorda ogni anno e che richiama l’attenzione di moltissime persone. Leggi l’articolo dedicato al museo.

“Las Rocas”, i carri trionfali

Cominciamo a descrivere “las Rocas”, che danno nome anche al museo. Sono undici strutture di legno che possiedono nella parte inferiore forma di barca antica e nella parte superiore gruppi scultorei che rappresentano situazioni bibliche o Santi. Praticamente dei grandi carri che vengono trainati, nei giorni della festa, da dei cavalli.
Anche le diverse decorazioni pittoriche e scultoree che troviamo nella parte inferiore del carro hanno un fine allegorico, raccontare e narrare antiche situazioni storico religiose.

Le origini di queste “Rocas” vengono datate tra il 1373 e il 1392, ma solo nel 1417 troviamo documenti scritti che parlano “dei carri per la festa del Corpus Christi”.
Si narra che l’invenzione e la realizzazione delle “Rocas”, nasce grazie ai cittadini di Valencia, che per intrattenere e festeggiare il Re presente in città per la “gran festa” costruirono dei grandi carri trionfali.

Vista la soddisfazione e il piacere dei cittadini, il Re decise che questi carri dovessero essere utilizzati durante il “giorno del trionfo dell’Eucarestia del Re dei Re”.
Da quel momento in poi troviamo documentazione dei carri trionfali costruiti per il giorno del Corpus. Era così grande la fama di questi, che sfilavano anche in altre occasioni per dare maggior rilievo alla solennità di alcune feste e per ricevere l’ammirazione e gli applausi della gente.

Il loro nome sembra provenga dal luogo dove venivano custodite, in una vecchia fornace “La Casa de les Roques”.

Roca di Plutone

Conosciuta anche come “Diablera”, rappresenta l’epoca in cui Valencia era sotto il dominio arabo. Il nome del carro “Diablera” è stato dato in base alla elevata presenza di raffigurazioni del diavolo, all’interno delle decorazioni dello stesso.
Il carro riporta questa scritta:
“Se contruyó en 1511 con la denominación de “Infern”. Se reforma en 1542 con el titulo de “Diablera”. Renovada en 1702. Se restaura en 1867 con motivo del segundo centenario de Nuestra Señora de los Desamparados. Restaurada en 1959 después de la Riada de 1957.”
ovvero
“Si costruì nel 1511 e venne chiamata ‘Inferno’. Si riforma nel 1542 con il nome di ‘Diablera’. Ristrutturata nel 1702. Si restaura nel 1867 per il secondo centenario della ‘Vergine degli Abbandonati’. Restaurata nel 1959 dopo l’inondazione del 1957.”

Roca di San Michele

Rappresenta la fine del maomettismo nella città di Valencia e al ripristino della religione Cristiana. Dedicata a San Michele perché nel giorno 29 settembre 1238, giorno del Sant’Arcangelo, si cessò di celebrare il culto all’interno della moschea principale, nello stesso luogo in cui oggi troviamo la Cattedrale.
Ci sono due date in cui si suppone sia stata costruita, il 1528 e il 1535. Dedicata a San Michele nel 1542.

Il carro riporta questa scritta:

“Se construyó en 1528 titulada ‘Juicio Final’. Se dedicó a San Miguel en 1542. Se renovó en 1867 con motivo del segundo centenario de Nuestra Señora de los Desamparados. Se restauró después de la riada de 1897. Reducida de altura en 1912. Se restauró en 1959 después de la riada de 1957.”

ovvero

“Si costruì nel 1528 con il nome di ‘Giudizio Finale’. Si dedicò a San Michele nel 1542. Si riformò nel 1867 per il secondo centenario della ‘Vergine degli Abbandonati’. Si restaurò dopo l’inondazione del 1897. Ridotta l’altezza nel 1912. Si restaurò nel 1959 dopo l’inondazione del 1957.”

Roca della Purissima Concezione

Rappresenta il riconoscere il Mistero della “Pura Concezione” da parte della città di Valencia; mistero del quale sempre fu entusiasta difensora.
Si costruì nel 1542 con il nome di “María del Te Deum”, che fu cambiato nel 1665 con un decreto di Papa Alessandro VI, per la celebrazione di una grandissima festa in onore della Santissima Vergine e alla Purissima Concezione. Si restaurò dopo l’inondazione del 1897.
Si ridusse l’altezza, come a tutti gl’altri carri, nel 1912 per la collocazione dei cavi del tram elettrico in città. Per questo motivo i carri non sfilarono negl’anni 1910 e 1911. Si restaurò nel 1959 dopo l’inondazione del 1957.

Rocca della Fede

Rappresenta il ricordo dell’entrata di Re Jaime I a Valencia nel 1238 e conseguente ripristino della religione cattolica a scapito della musulmana.
Si costruì nel 1542 con il nome di “Paradiso Terrestre”. Si riformò nel 1702 dedicandola alla “Fede”. Si riformò nel 1867 per il secondo centenario della ‘Vergine degli Abbandonati’. Si restaurò dopo l’inondazione del 1897. Ridotta l’altezza nel 1912. Si restaurò nel 1959 dopo l’inondazione del 1957.

Roca di San Vicente Ferrer

Si costruì nel 1665 e fu dedicata alla devozione a San Vicente Ferrer. Si utilizzò un vecchio carro allegorico che esisteva dal 1512 e che era dedicato a San Vicente Martir.

Il carro riporta questa scritta:

“Se construyó en el año 1512 bajo la advocación de San Vicente Martir. Se transforma en la de San Vicente Ferrer en el año 1665. Se restaura con motivo del segundo centenario de Nuestra Señora de los Desamparados en el año 1867. Después de la riada de 1897. Se redujo de altura en 1912. Se restaura en el año 1959 con motivo del deterioro de la riada de 1957.”

ovvero

“Si costruì nel 1512 sotto la protezione di San Vicente Martir. Si dedicò a San Vicente Ferrer nel 1665. Si riformò nel 1867 per il secondo centenario della ‘Vergine degli Abbandonati’. Si restaurò dopo l’inondazione del 1897. Ridotta l’altezza nel 1912. Si restaurò nel 1959 dopo l’inondazione del 1957.”

Rocca della Santissima Trinità

Rappresenta il Credo, da parte del popolo valenciano, nel mistero della “Santissima Trinità”.
Si costruì nel 1674 e nel tempo subì differenti ritocchi e restauri. Inizialmente, sopra il carro, trovavamo solo le figure scultoree del Padre, Figlio e Spirito Santo e solo in un secondo tempo le figure di Adamo ed Eva, infatti queste sono state aggiunte nel 1702 quando fu rinnovato il carro.
Nei secoli precedenti questo carro era il primo ad uscire dalla “Casa de las Rocas” e arrivare in “Plaza de la Virgen”. Si fermava dove una volta c’era il palazzo del Comune (oggi, il giardinetto che c’è a fianco del Palazzo della “Generalidad”) e si rappresentava, sopra il carro, “il mistero di Adamo ed Eva, la creazione del Mondo”.

Il carro riporta questa scritta:

“Se construyó en 1674. Restaurada en 1702 por Vergara el Viejo. Renovada en 1816. Restaurada en 1867, 2º Centenario de Ntra.Sra. de los Desamparados. Después de la riada de 1897. Reducida de altura en 1912. Restaurada en 1959 después de la riada de 1957”

ovvero

“Si costruì nel 1674. Restaurata nel 1702 dall’artista Vergara. Riformata nel 1816. Si restaurò nel 1867 per il secondo centenario della ‘Vergine degli Abbandonati’. Si restaurò dopo l’inondazione del 1897. Ridotta l’altezza nel 1912. Si restaurò nel 1959 dopo l’inondazione del 1957.”

Roca della Fama

Fu costruita nel 1899, grazie alla società “Lo Rat Penat” e il Circolo delle Belle Arti, per la sfilata allegorica che venne organizzata per la “Fiera di luglio” di quell’anno.
La figura che rappresenta la “Fama” è la personificazione della voce pubblica.

Il carro riporta questa scritta:

“Se construyó por Lo Rat-Penat y Circulo de Bellas Artes en 1899. Donada al Excmo.Ayuntamiento en 1900. Reducida de altura en 1912. Restaurada en el año 1959 por deterioro de la riada de 1957.”

ovvero

“Si costruì grazie a ‘Lo Rat Penat’ e ‘Circolo Belle Arti’ nel 1899. Donata al Comune nel 1900. Ridotta l’altezza nel 1912. Si restaurò nel 1959 dopo l’inondazione del 1957.”

Roca del Santo Calice

Costruita per iniziativa dell’Associazione “Amici del Corpus della città di Valencia”, sfilò per la prima volta nella processione della festa nell’anno 2001.
Il carro riporta 33 disegni che rappresentano parte dei personaggi biblici, alcune targhe che ricordano le date di consegna del carro alla città di Valencia, gli artigiani che hanno partecipato alla sua costruzione e la benedizione ricevuta da parte di Papa Giovanni Paolo II.

Rocca del Patriarca

Costruita nel 1961 in occasione della canonizzazione del beato “Juan de Ribera” da parte di Papa Giovanni XXIII, come ricordo della sua devozione al Santissimo Sacramento dell’Eucarestia. Fu sponsorizzato dai Sindacati, Confraternite e Associazioni valenciane.
Per la sua costruzione vennero utilizzati più di tre metri cubi di legno brasiliano, in stile rinascimentale e con un’altezza di quasi 5 metri.

Roca “ Mare de Deu dels Desamparats”, “Madre di Dio degli Abbandonati”

Costruita nel 1995 con motivo del quinto centenario della patrona di Valencia, la “Vergine degli Abbandonati”, patrocinata dal Comune di Valencia e la società degli agricoltori della campagna valenciana.
La grande statua che raffigura la Vergine è ispirata all’immagine che si trova nella Cappella “del Capitulet”. Le differenze principali, con l’immagine custodita nella Basilica, sono l’assenza del mantello, il cappello raccolto e la presenza della doppia corona reale.
È rialzata sopra un tempietto sostenuto da otto colonne salomoniche.

Roca di Valencia

Si costruì nel 1855 con motivo del IV centenario della canonizzazione di San Vicente Ferrer (1455) con i resti artistici della “Sala Dorata” del vecchio palazzo del Comune.
Fu restaurata nel 1867 in occasione del secondo centenario dell’inaugurazione della Cappella dedicata alla Vergine degli Abbandonati. Anche nel 1959 per l’inondazione del 1957.

Altre importanti allegorie del Corpus Christi

“I Giganti” (Gigantes)

Sono cinque coppie di giganti, anche se originariamente erano quattro e rappresentavano le quattro parti del mondo conosciute al tempo (logicamente si è poi scoperto il quinto continente).
I primi documenti che attestano della loro esistenza risalgono al 1589, però le loro origini si collocano attorno al 1372. Sfilano e ballano prima della processione serale della Domenica.

Le Aquile (Las Águilas)

Sono tre sculture, una più grande che rappresenta San Giovanni Evangelista realizzata nel 1979 e due più piccine realizzate nel 1985. Sfilano all’interno della processione della domenica pomeriggio tra le rappresentazioni dei personaggi biblici.

Il drago dalla bocca grande (La Tarasca)

Con questa figura si rappresenta Santa Maria. L’origine di questa scultura la narra una leggenda medioevale, la quale dice che Santa Maria, sorella di Lazzaro, alla morte di Gesù si mise in viaggio verso occidente ed in Francia gli abitanti di un paesello le chiesero aiuto per vincere un mostro che veniva chiamato “Tarasca”. Santa Maria con il solo aiuto dell’acqua benedetta riuscì a domare l’animale e lo portò in giro per il paese con una corda, stile guinzaglio.

Il Dragone (El Drac) simbolo di San Giorgio

Una leggenda racconta che il cavaliere Giorgio affrontò il gran drago che si nascondeva nel lago di una città in Libia. Salvò dal sacrificio, richiesto dal drago, la figlia del Re del tempo e converti al cristianesimo tutta la popolazione.

La grande tartaruga (La Cuca Fera)

Rappresenta, secondo la leggenda, il Diavolo dominato da Santa Margherita.

La barca di San Nicola

Realizzata nel 2006 rappresenta San Nicola protettore dei navigatori. Si dice che alcuni marinai si trovarono in mezzo al mare durante una brutta tempesta ed in quella situazione invocarono San Nicola. Il Santo apparve sulla barca e ordinò che la tempesta si placasse, in modo che i marinai potessero essere salvati.

Il Gigante di San Cristoforo

L’attuale scultura che rappresenta San Cristoforo sfilò per la prima volta nella processione nel 2005 ed è stata costruita per sostituire quella che fu bruciata durante la guerra civile nel 1936.
La leggenda parla di un gigante che faceva il traghettatore su un fiume. Si narra che Cristoforo era un uomo burbero e viveva da solo in un bosco, di cui era padrone. Una notte gli si presentò un fanciullo per farsi portare al di là del fiume; Anche se grande e robusto, si sarebbe piegato sotto il peso di quell’esile creatura. Il gigante sembrava essere sopraffatto, ma alla fine, stremato, riuscì a raggiungere l’altra riva. Al meravigliato traghettatore il bambino avrebbe rivelato di essere il Cristo, confessandogli inoltre che aveva portato sulle sue spalle non solo il peso del corpicino del bambino, ma il peso del mondo intero. Dopo aver ricevuto il battesimo, Cristoforo si recò in Licia a predicare e qui subì il martirio.

Consigliamo vivamente la visita al “Museo de las Rocas”, dov’è possibile apprezzare tutto il materiale utilizzato durante le processioni e capire le diverse allegorie del Corpus Christi. È possibile trovare maggiori informazioni riguardo i diversi oggetti ed abiti, che si possono ammirare durante la processione, che completano le allegorie del Corpus Christi nel sito web ufficiale dell’associazione “Amici del Corpus”.

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