Palazzo del Marqués de Dos Aguas

Il palazzo Marqués de Dos Aguas è caratterizzato dalle sue gran decorazioni esterne, spicca la porta in alabastro del 1745. Al suo interno ha sede il museo nazionale delle ceramiche e delle arti sontuose. Museo che esiste grazie alla donazione da parte del collezionista Manuel González Martí.
Palazzo Marqués de Dos

Il Palazzo Marqués de Dos Aguas è un magnifico edificio, una palazzina signorile che in passato era proprietà dei marchesi di “Dos Aguas”, attualmente di proprietà dello Stato spagnolo, destinato ad ospitare il Museo Nazionale della Ceramica e delle Arti Sontuose “González Martí”.

Questo edificio monumentale, che attira l’attenzione per la ricchezza della decorazione artistica delle sue facciate e del suo splendido interno, fu costruito nel XV secolo dalla famiglia Rabassa Perellós. Una famiglia che si arricchì grazie al proprio lavoro mercantile, all’occupazione di alte cariche nel Governo politico di Valencia dell’epoca e acquisendo importanti eredità attraverso matrimoni con altre importanti famiglie nobili valenciane.

Nel 1699 la famiglia “Rabassa Perellós” acquisì il titolo di Marchesato di Dos Aguas nel 1699 concesso da Re Carlo II.

L’edificio fu costruito seguendo lo stile gotico del tempo e solo con la ristrutturazione a metà del XVIII secolo il palazzo si arricchì di grandi decorazioni sia interne che esterne. Uno degli artefici di questo gran restauro fu lo scultore valenciano Ignacio Vergara Gimeno, autore del sorprendente ingresso principale, realizzato in alabastro seguendo il disegno di Hipólito Rovira. Una gran rappresentazione dello stile rococò in tutto il suo splendore.

Un artista precursore dell’attuale Museo delle Belle Arti

L’artista Vergana fu molto importante per la città di Valencia perché fu uno dei fondatori e professori della “Reale Accademia delle Belle Arti di San Carlo”, una istituzione valenciana che mise le basi per la nascita e la creazione di diversi musei di pittura e scultura che arrivarono a formare, nel tempo, l’attuale Museo delle Belle Arti di Valencia e la Scuola di Belle Arti.

Alcuni cenni descrittivi riguardo la decorazione dell’ingresso del palazzo “Marqués de Dos Aguas”

Nella composizione di questo magnifico ingresso, realizzato attorno al 1745, si fa riferimento ai due importanti fiumi della Comunità Valenciana: il “Turia” e lo “Júcar”, rappresentati da due grandi figure umane nude; sotto queste, due brocche versano acqua con chiara allusione al titolo della famiglia marchese “Dos Aguas”.

Guardando l’ingresso, sul lato destro possiamo notare due teste di coccodrillo, una faretra con frecce e una delle brocche prima nominate da cui viene versata l’acqua. Sul lato sinistro, un leone sdraiato, l’altra brocca che rovescia acqua e un’altra faretra con le frecce. Sul dorso del leone poggia il piede di una delle figure umane. Varietà di decorazioni vegetali e una palma completano il quadro.

Sull’architrave della porta troviamo lo stemma dei Marchesi, praticamente lo stemma della famiglia Rabassa de Perellós. Proteggono lo scudo due figure umane con mazze.

Nella parte superiore dell’ingresso, all’interno di una nicchia, l’immagine della Vergine del Rosario scelta come patrona speciale dalla “Casa de Dos Aguas”. Ai piedi della Vergine due matrone inginocchiate, una con il corno dell’abbondanza da cui riversa della frutta, allegoria dell’Agricoltura e della Prosperità e l’altra con un vaso da cui escono delle monete, allegoria della Giustizia e della Magnanimità.

Sopra la nicchia si può notare un angelo con una tromba che proclama la grandezza del Marchesato “de Dos Aguas”.

Curiosità storiche del palazzo Marqués de Dos Aguas

Nel 1843, Vicente Dasí Lluesma (1825-1893) ereda il nobile titolo di marchese e tutte le proprietà, ma non il diritto di utilizzare il cognome della famiglia, si estingue la discendenza “Rabassa de Perellós”.

Tra il 1862 e il 1867 realizzò una spettacolare riforma dell’edificio, basata principalmente sulla decorazione ornamentale dell’interno e dell’esterno del palazzo. Così, in un chiaro stile eclettico, combina rococò, motivi cinesi, e lo stile neo-imperiale francese. Sono numerosi i decoratori italiani e francesi, che elaborarono gli ornamenti delle inferriate, finestre e balconi al gusto artistico di quegli anni. È in questo momento che il palazzo acquista il suo aspetto attuale.

En 1924 Guillermo de Casanova Vallés, vedovo della Marchese de Dos Agua Rosalía Dasí Moreno, diventa proprietario del palazzo, ma perde il titolo di marchese che passa alla cognata. Fatto che lo porta ad abbandonare il palazzo.

Lo stato spagnolo acquista la palazzina

Per evitare l’aggravarsi della condizione di abbandono nel 1941 fu dichiarato Monumento Storico Artistico Nazionale e acquistato nel 1949 dallo Stato Spagnolo per ospitare la collezione privata donatagli da Manuel González Martí. Nasce il Museo Nazionale della Ceramica.

Nel 1962 fu autorizzata la mostra delle arti sontuose ed il nome cambiò in Museo Nazionale della Ceramica e delle Arti Sontuose “González Martí”.

Tra il 1969 e il 1971 il palazzo fu ampliato con la costruzione di una nuova ala e di una nuova torre, in particolare quella più vicina alla chiesa di San Juan de la Cruz. Seguendo lo stesso stile del resto del palazzo, questo ampliamento è così ben fatto che è difficile per i non esperti rendersi conto che questa zona è di nuova costruzione.

Consigliamo a tutti di entrare nello spettacolare Palazzo Marqués de Dos Aguas per apprezzare la sfarzosità degli interni e la grande collezione di ceramiche che ospita. Si trova a pochi metri da “Plaza Ayuntamiento” e da “Plaza de la Reina”. Grazie al sito web ufficiale del museo è possibile trovare informazioni riguardo le collezioni, le attività organizzate al suo interno e molto altro ancora.

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