Mercato Centrale, luogo emblematico per Valencia

Uno degli edifici che più attira l’attenzione dei visitatori, grazie alle decorazioni interne ed esterne che possiede. La struttura in ferro, le vetrate colorate, le ceramiche e le piastrelle smaltate utilizzate per gli ornamenti, fanno sì che risulti impossibile non rimanere abbagliati dalla sua bellezza.
Mercato Centrale - Monumento di Valencia

Uno degli edifici che più attira l’attenzione dei visitatori, grazie alle decorazioni interne ed esterne che possiede, è il Mercato Centrale. Nelle vicinanze della “Lonja de la seda” e della chiesa “de los Santos Juanes”, la struttura in ferro, le vetrate colorate, le ceramiche e le piastrelle smaltate utilizzate per gli ornamenti, fanno sì che risulti impossibile non rimanere abbagliati dalla sua bellezza.

L’edificio del mercato centrale di Valencia

Il “Mercado Central” è uno degli edifici più rappresentativi, in stile modernista, dei primi anni del 1900, si cominciò a costruire nel 1914 da parte di due architetti provenienti dalla scuola di Barcellona. I due cercarono di dargli chiaramente stile modernista ma senza perdere l’essenza araba. S’inaugurò nel 1928. Possiede una superficie totale di più di 8100 metri quadrati e la sua pianta è un poligono irregolare di quattordici lati. La sua copertura è formata da cupole una più grande ed una più piccina e da tetti inclinati a diverse altezze.

Consigliamo di leggere l’interessante articolo dedicato al cambiamento di questa zona della città, da quando era un’area che si trovava fuori delle mura della città fino ad arrivare a come oggi la vediamo.

Una visita che risveglia i sensi

Non solo la bellezza dell’edificio ha permesso al mercato centrale di Valencia di diventare un punto di riferimento per tutti i valenciani, visitatori e turisti. Anche la spettacolare sensazione che si percepisce, non appena si mette piede all’interno del mercato, contribuisce ad aumentare l’importanza di questo mercato. L’impatto visivo è scenografico grazie ai colori della frutta e della verdura ben disposta nei diversi banchi. La pescheria ed i banconi di carne ed affettati non sono da meno in quanto a presenza e qualità di prodotto. Non è la vista l’unico senso che viene stimolato perché anche l’olfatto, il tatto e il gusto hanno l’opportunità di trarre beneficio da una semplice visita al mercato.

Mercati coperti, cuore dei quartieri valenciani

Valencia possiede differenti mercati coperti distribuiti in tutto il territorio, nei diversi quartieri. Logicamente, quello che più attrae il mondo turistico è il mercato centrale per la sua imponente e incantevole struttura. Le diverse tipologie di alimenti offerti, come pesce, carne, frutta, verdura e affettati, tanto per consumo domestico che come fornitura per moltissimi ristoranti di Valencia, sono oggetto di qualsiasi mercato coperto. Per questo motivo consigliamo di visitare anche altre situazioni di mercato che, molte volte, risultano piacevoli al palato e permettono di osservare le peculiarità intrinseche di ogni singolo quartiere.

Suggeriamo anche la lettura dell’articolo riguardo la gestione e presenza di mercati e mercatini nella città di Valencia.

Guardate il video sotto riportato per vedere l’interno del Mercato Centrale di Valencia, com’è organizzato e la bellezza della struttura. In questo video, un giorno qualsiasi di mercato, si comincia a sentire della musica tra i banchi della frutta e verdura: la “Tranviata di Verdi” viene interpretata in mezzo a compratori, venditori e turisti. Spettacolare.

Curiosità all’esterno del mercato centrale

Guardando il mercato dall’esterno, possiamo notare che sopra la cupola della pescheria vi è un indicatore segnavento raffigurante un pesce spada e sopra la cupola principale, un uccello verde, chiamato dai valenciani “Cotorra del Mercat”, una specie di pappagallo. Anche la vicina chiesa “dei Santi Giovanni” possiede il suo segnavento, raffigura l’aquila di San Giovanni evangelista conosciuto come “Pardal de San Juan”.

Questi diversi elementi rappresentano una costante lotta fiabesca presente nei secoli nella stessa piazza. La figura del pappagallo fa allusione ai pettegolezzi molto abituali nel mondo dei mercati, e diventa l’emblema del mondo mondano che si mette in contrapposizione con l’emblema della spiritualità, la figura del volatile di San Giovanni.

Una storiella veritiera e significativa del dopo guerrra

Un aneddoto che sempre viene raccontato quando si attraversa la zona del mercato centrale e che fa pensare sulla dura condizione di molte famiglie del dopo guerra è la storia riferita al “Pardal de San Juan”.

La figura dell’aquila di San Giovanni sostiene con il becco una penna calligrafica e china. Illuminata dai raggi solari mattutini sembra la figura sostenga una pepita d’oro grazie al luccichio generato. Si dice che le famiglie povere, al mattino, lasciavano i loro figli sui gradini della “Lonja de la seda”, situata di fronte al Mercato Centrale, e raccontavano loro che se fissavano il becco dell’uccello, alla fine la pepita sarebbe caduta e sarebbero diventati ricchi.

Logicamente “la pepita” non cadeva ed i bambini trascorrevano molto tempo ad osservare il becco dell’aquila credendo alle parole dei genitori che nel mentre commerciavano tra le bancarelle del mercato.  Alcuni bambini nella loro immobilità, suscitavano la carità di pochi che, vedendoli aspettare tutto il giorno, gettavano qualche moneta, la loro piccola pepita d’oro, che al calar della notte condividevano con le loro famiglie.
Ma non tutti i genitori tornavano per i loro figli e la storiella della “pepita d’oro” divenne anche il metodo di abbandono di molti bambini. Una dura decisione nata dall’impossibilità di mantenere la loro prole, o perché arrestati in quella Spagna del dopoguerra, di imposizione e intolleranza.

Ancor prima nel tempo, è possibile incontrare parole dello scrittore valenciano Vicente Blasco Ibáñez, nella sua opera “Arroz y Tartana”, che descrivevano questa leggenda urbana.

Il sito web ufficiale del mercato centrale ci permette di conoscere da vicino le diverse attività che lavorano al suo interno, approfondire la sua storia, conoscere gli orari ed i giorni di chiusura e degli eventi organizzati.

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