Il perché della denominazione, del nome Las Fallas

L'etimologia della parola valenciana "falla" deriva dal latino "facula", che significa "torcia". È interessante ed importante comprendere l’evoluzione del nome Las Fallas, per rendersi conto del significato che possiede oggigiorno questa parola e a che cosa ci si riferisce quando utilizziamo le molte sfaccettature che possiede.
Il perchè del nome Las Fallas

Un aspetto importante per capire la festa è intendere la sua denominazione, il perché del nome Las Fallas. La parola “falla” riceve diversi significati ed è importante saper riconoscerli per non sbagliarsi.

L’etimologia della parola valenciana “falla” deriva dal latino “facula”, che significa “torcia”.

Andiamo a vedere che percorso ha sostenuto questa parola per arrivare a dare il nome alla festa di San Giuseppe che si celebra nella Comunità Valenciana e termina il giorno 19 marzo.

Il nome Las Fallas o Les Falles? Castigliano o Valenziano?

Ricordiamo che nella Comunità Valenciana ci sono due lingue ufficiali, il valenziano ed il castigliano, che tutti noi conosciamo e identifichiamo come spagnolo.

Si può notare che la parola al singolare è uguale nelle due lingue, cioè “Falla”, e al plurale si diversificano in “Les Felles” in valenziano è “Las fallas” in castigliano. Chi ha partecipato alla festa può confermare che per le strade della città, durante i giorni del gran finale, troviamo molti versi e descrizioni in valenziano. La maggior parte della letteratura che gira intorno alla festa, grazie ai “llibret”, che hanno lo scopo di descrivere e raccontare il monumento artistico e le scene che si trovano attorno, è scritta in valenciano. Letteratura che è uno degli elementi che hanno permesso di ricevere le attenzioni dell’Unesco. Consigliamo la lettura dell’articolo intitolato “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità: Las Fallas”.

Una torcia con molte funzioni

In passato la “falla” era semplicemente una torcia con la funzione di illuminare ambienti. Alle volte però veniva accesa anche durante momenti allegri o durante la celebrazione di feste.

Nel secolo XVI la parola “falla” cominciò ad essere utilizzata per denominare il fuoco che veniva acceso nel centro di cerchi di persone, riunite per discutere, pregare o festeggiare. E nello stesso modo si cominciò a chiamare anche quei falò accesi in giornate particolari, come solstizio, equinozio, celebrazione di un Santo. Le fiamme delle fiaccole servivano anche per annunciare battaglie o l’arrivo di stranieri, e anch’esse venivano chiamate singolarmente “falla”.
La parola comincia a perdere il suo significato originario, cioè di oggetto per illuminare o comunicare, e mantiene il suo significato di festività quando i falò iniziano ad essere costruiti con mobili ed altre cianfrusaglie, non solo da resti del lavoro invernale dei falegnami, venendo fatti bruciare in giorni predeterminati.

Comincia a cambiare il significato della parola falla

Nel XVIII Secolo, la satira, ironia e critica entrano a far parte del mondo di questa grande celebrazione. Vengono creati i primi “ninots”, “pupazzi” costruiti, realizzati e vestiti con il compito di rappresentare persone e situazioni da criticare e deridere. Normalmente i “ninots” formano le scene che troviamo attorno al corpo principale verticale della struttura artistica creata, che ricordiamo essere l’evoluzione di un cumolo di resti.
Per queste strutture con le relative scene, collocate in piazze o incroci, da bruciare per celebrare il Patrono dei falegnami, San Giuseppe, fu adottato il nome “fallas” e considerando una sola di queste compagini il nome “falla”.
Visto che i falò erano più di uno, la festività venne chiamata “Les Felles de Sant Josep”, più comunemente “Les Felles”. In castigliano ricordiamo si chiamano “Las Fallas”.

Quindi per “Las Fallas” s’intende la festività in onore di San Giuseppe e l’insieme dei monumenti artistici che vengono costruiti per l’occasione.

Il nome Las Fallas: la parola “falla” assume sempre più significati

Con il passare del tempo il monumento artistico, cioè “falla”, terminò dando nome al gruppo di vicini di un quartiere che s’incaricava di gestire e realizzare la propria opera. Per questo motivo al giorno d’oggi molte volte la “Commissione Fallera” viene chiamata semplicemente “falla”. Anche il plurale della parola, cioè “Fallas”, ha esteso il suo significato inglobando tutte quelle persone che hanno a che fare con la festività.

Esistono anche degli aggettivi e sostantivi per intendere la relazione con la festa, ad esempio “Casal fallero”, “Fallera mayor”, “Corte fallera”, etc

Nel fumetto “Piero Viajero en las fallas de Valencia”, il protagonista conoscerà due ragazze che gli permetteranno di conoscere una commissione fallera. Ottieni la tua copia e conosci la festa divertendoti.

Ma andiamo, ora che abbiamo capito il significato del nome della festa, a scoprire alcuni termini utilizzati durante la festa “Las Fallas”.

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