Palazzo reale per il museo delle Belle Arti di Valencia

Museo delle Belle Arti di Valencia

In prossimità del vecchio letto del fiume Turia e dei vasti giardini reali (Jardines del Real o de los Viveros) stacca alla vista un edificio di nobile aspetto e fiancheggiato da due robuste torri, dove risiede tuttora il Museo delle Belle Arti di Valencia, antico Collegio Seminario di San Pio V.

Il museo delle Belle Arti di Valencia, conosciuto popolarmente come Museo San Pio V per l’edificio che lo ospita, è tra i referenti culturali più importanti della Comunità Valenciana in quanto a pittura storica.

Museo delle Belle Arti di Valencia
Indirizzo: Calle San Pio V, 9 - 46010 - Valencia - Comunità Valenciana - Spagna
Telefono: 963 870 300
Sito web ufficile:
Orari: Aperto dal Martedì alla Domenica dalle 10 alle 20
Chiuso il Lunedì e i giorni 1 Gennaio, Venerdì Santo e il 25 Dicembre
Costo entrata: Gratuita
Email di contatto: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il Museo

La nascita del Museo è relazionata all’Accademia Reale delle Belle Arti di San Carlo (Real Academia de Bellas Artes de San Carlos) che ebbe l’approvazione del proprio statuto da parte del Re Carlo III nel 1768.

La missione dell’Accademia era organizzare l’insegnamento delle arti plastiche seguendo il modello dell’Accademia delle Belle Arti di San Fernando di Madrid. Proprio da quest’ultima corporazione sono arrivate le prime donazioni, dai maestri e dai loro alunni. Importanti per il futuro del Museo sono state anche altre donazioni da parte di privati, religiosi e organizzazioni.

Il Museo è una referenza culturale per la Comunità Valenciana.

Museo delle Belle Arti di Valencia

Il Museo delle Belle Arti, nel suo edificio attuale, espone splendide e preziose collezioni artistiche. L’archeologia presenta un buon numero di pezzi molto antichi, come lapidi, figure in pietra e bronzo, mosaici, sarcofaghi e altre opere molto interessanti realizzate in ceramica e marmo.

Le pitture presenti al museo sono considerate di una grandezza artistica tra le più pregiate in Spagna. Grandi nomi di artisti storici sono motivo di studio universitario e di visite a livello mondiale.

È possibile organizzare visite guidate per gruppi e scolaresche, chiamando anticipatamente il numero telefonico sopra riportato. A parte le esposizioni permanenti (per vederne in anticipo alcune è possibile sfogliare il sito web ufficiale del museo), l’Accademia organizza esposizioni temporanee e svariate attività con il fine di educare il visitatore o gli studenti alle sensazioni che l’arte può regalare.

 

Storia dell’edificio

Museo delle Belle Arti di ValenciaLa costruzione dell’edificio durò parecchio tempo, dal 1683 al 1744, per svariati motivi, tra i quali: la morte dell’Arcivescovo di Valencia Juan Tomás de Rocaberti (1627-1699), grazie alla sua figura fu deciso di erigere questo palazzo per destinarlo a residenza per missionari e collegio di giovani sacerdoti; la morte dell’architetto Juan Bautista Pérez Castiel, che a Valencia fece moltissimi lavori architettonici e graziose decorazioni in stile barocco, e che era l’incaricato alla realizzazione del progetto; la guerra alla corona spagnola, durata svariati anni, tra i borboni e austriaci.

Il figlio e il nipote dell’architetto, sopra citato, nel 1728 ripresero in mano i lavori dell’edificio e terminarono nel 1744 l’opera cominciata cinquant’anni prima.

Questo edificio possiede una storia curiosa per la diversità di usi cui fu destinato.

Durante la guerra d’Indipendenza contro i francesi, 1808 - 1812, l’edificio fu preparato come residenza del Re Josè I, fratello di Napoleone Bonaparte, poiché il Palazzo Reale, che esisteva a lato, era stato distrutto per volontà spagnola (perché, nelle vicinanze della città, poteva convertirsi in un luogo forte e strategico per i francesi).

Museo delle Belle Arti di ValenciaCuriosità: è grazie al Palazzo Reale distrutto che uno dei distretti della città è chiamato “LLANO DEL REAL”, che il ponte che attraversa, a quell’altezza, i giardini del Turia è chiamato “Puente del Real” perché era l’entrata alla città partendo dal Palazzo e che i giardini del palazzo siano appunto chiamati “Jardines del Real” (=Giardini Reali).

Con il Generale Elio, dal 1819, l’antico edificio di San Pio V fu destinato ad accademia militare per cadetti. Più tardi nel 1835 si destinarono i locali a magazzini militari e otto anni dopo s’installò un ospedale militare fino al finire della guerra civile spagnola.

Dopo la seconda Guerra Mondiale, nell’anno 1946, dopo aver eseguito le riforme architettoniche necessarie, fu traslocato in questo edificio il Museo provinciale delle Belle Arti, che dall’anno 1839 si trovava nell’antico edificio che era stato il Convento del Carmen, il quale dava il nome al popolare quartiere del centro di Valencia.

 

Ultimi lavori eseguiti

Planimetria del Museo delle Belle Arti di ValenciaNegli ultimi anni il Museo ha ottenuto svariate riforme e ampliamenti, grazie ad accordi con lo Stato spagnolo e la Comunità Valenciana.

I lavori cominciarono nel 1986 e furono divisi in diverse fasi: la prima fase, conclusa nel 1990, permise la modernizzazione delle installazioni del lato est dell’edificio, costruendo nel piano inferiore un salone per atti teatrali.
In una seconda fase, dal 1992 al 1994, si ricostruirono l’antica chiesa e la sua cupola.
La terza fase fu inaugurata nel Febbraio 1997 e comprende due grandi sale per esposizioni temporali, un’aula magna e magazzini, tutto ciò edificato in un nuovo piano nel lato est. Si riabilitò, nello stesso lato, un vecchio edificio settecentesco ed è stato dedicato a zona amministrativa, libreria, negozio e caffetteria.
La quarta fase, consiste nella costruzione dei padiglioni destinati a collezione permanente, si inaugurarono nel Maggio del 2003.

Stazione metro più vicina: “Estación Alameda” Linea 3-rossa e Linea 5-verde
Linee autobus EMT che passano nella zona: 1, 6, 11, 16, 26, 28, 29, 36, 79 e 95

Cupola del Museo delle Belle Arti di ValenciaAlcune piccole norme:

Non è permessa l’entrata al museo con grandi valige o grandi borse, cibo e bibite. I cellulari devono essere spenti o messi in modalità “vibrazione”.

È permessa l’entrata di macchine fotografiche e videocamere nelle sale delle collezioni permanenti per uso personale. Sono proibite fotografie e riprese video nelle sale dedicate alle esposizioni temporanee.

È proibito l’utilizzo di flash o di qualsiasi altro elemento d’illuminazione all’interno del museo.